[Precari_roma] Fwd: LEONARDO VA ALLA GUERRA...MA NOI " BUFFO…

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Autor: usiait1
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To: Fronte di Lotta No austerity, frontoffice sos, coordinamento-no-austerity@googlegroups.com, Assemblee Precarie Universitarie, coordinamentolottacoopsociali@gmail.com, operatorisocialiromanord@gmail.com, operatorisocialimilano@gmail.com, intersindacaleoperatorisociali@gmail.com, Il Cuneo Rosso, circolotlc@hotmail.com, C.S.I. Confederazione delle Sinistre Italiane, Gruppo Spiazziamoli, assembleaautoconvocataromana@googlegroups.com, Assemblea lavoratori Condono, lavoratoriautoconvocati@gmail.com, precari_roma@inventati.org, precarietaeunita@gmail.com, nodecretominniti@googlegroups.com, reteoperatorisociali@googlegroups.com, retenumeripari@gmail.com, info@numeripari.org, info@usiricerca.it, libreria@libreriaanomalia.org, libreriafahrenheit451@gmail.com, libreria@lacomune.org, Associazione antirazzista interetnica 3 Febbraio - Napoli, csaexcanapificio@libero.it, csoalastrada@gmail.com, collettivoautonomoporto@gmail.com, collettivo.gkn.firenze@gmail.com, sbm.trento@libero.it, usigenova@gmail.com, bologna.usiait.bo@gmail.com, movimentoinsegnantiprecari@gmail.com, movimentodecrescitafelice@gmail.com, movimentodilottaperlasalute@rete-ambientalista.it, segreteria@medicinademocratica.org, redazionelacomune@gmail.com, redazione@ilfoglietto.it, redazione@ilmanifesto.it, Sinistra Anticapitalista Genova 5, fdca@fdca.it, info@clap-info.net, info@csavittoria.org, stop-ttip-roma@lists.riseup.net, elena mazzoni' via Stop TTIP, NO AD, fpsanitasicobas.roma@gmail.com, sicobas FunzionePubblicaeSanità
Betreff: [Precari_roma] Fwd: LEONARDO VA ALLA GUERRA...MA NOI " BUFFONI e BURATTINI...SENZA FILI", LA LORO GUERRA NON LA VOGLIAMO FARE, AGGIRATO L'ARTICOLO 11 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA, riceve e trasmette
Comunicato sindacale e radio stampa (ai sensi artt. 1, 14, 25 Legge 300 1970, art. 21 Cost)

Riceviamo e trasmettiamo, il comunicato che ci è arrivato dal circolo Tagarelli e l'articolo qui sotto riprodotto del giornale Avvenire (di ispirazione cattolica), sulle "marachelle" della società pubblica Leonardo SpA e delle sue consociate e dell'aggiramento del governo in carica, dell'articolo 11 della nostra Costituzione, dal titolo "LEONARDO VA ALLA GUERRA", al quale aggiungiamo noi gatti-e neri-e di Usi 1912, una citazione classica della musica cantautorale del 1977, di Edoardo Bennato..."MA NOI, BUFFONI E BURATTINI (senza fili)...LA (LORO) GUERRA NON LA FAREMO MAI".
Diffondiamo e facciamo informazione alternativa, a questo scempio di risorse pubbliche e di trascinamento verso politiche guerrafondaie e un'economia di guerra, che toglie risorse importanti a danno di beni e interessi strategici come l'istruzione, la sanità, i servizi sociali e assistenziali, la ricerca, l'energia. OPPONIAMOCI ALL'ECONOMIA DI GUERRA E ALLE GUERRE, FAVORIAMO I PROCESSI DI SOLIDARIETA' INTERNAZIONALE E INTERNAZIONALISTA E LA CONVIVENZA PACIFICA TRA I POPOLI E L'AUTODETERMINAZIONE, PER UN ALTRO FUTURO E UNA NUOVA UMANITA'.      
Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912 e ricostituita confederazione sindacale nazionale collegiale Cuneo-Rimini-Roma-Caserta sede legale nazionale Largo G. Veratti 25 00146 Roma  per contatti, consulenze (gratuite), adesioni, utilizzare i recapiti ufficiali accreditati (DIFFIDATE DELLE IMITAZIONI E DELLE FALSE SIGLE DI DEPISTAGGIO) 
usiait1@??? mailto:usiait1@virgilio.it e segreteria.usi@??? mailto:segreteria.usi@gmail.com sede Usi Cuneo usi.cuneo@??? mailto:usi.cuneo@gmail.com Piazza della Libertà 7 Cuneo grazie  per conoscenza, diffusione e pubblicazione  




    
    
    
    

Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli”
Leonardo va alla guerra...
I fatti. Alcuni giorni fa un giornale (Milano Finanza) ci informava che, tre mesi prima, Leonardo International aveva costituito una nuova società, Leonardo Ukraine, (breve spiegazione delle “scatole cinesi”: Leonardo International è la branca di Leonardo S.p.A. - il cui maggiore azionista è il Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano - che gestisce le partecipazioni internazionali della S.p.A) - investendoci la modica somma di 21 miliardi di euro.
Lo scopo: produrre In Ucraina (cioè costruendo fabbriche in un paese in guerra...) droni contro la Russia, testati ormai da anni sul campo di battaglia e .. sui corpi prima di tutto dei civili (come potrebbero dirci le decine di migliaia di palestinesi, bambini compresi, a Gaza, in Cisgiordania, in Libano, in Siria, in Iran oltre che in Ucraina e in Russia) e dei soldati.
Alla faccia dell’art.11 della Costituzione (..l’Italia ripudia la guerra ecc. ecc.) e senza alcuna informazione e discussione in parlamento (alla faccia della democrazia). Reazioni della politica e della finta sinistra: nessuna.
. Non è una novità assoluta: già nel 2022 la Leonardo aveva firmato accordi con l’israeliana Elbit System - il maggior produttore di armi israeliano - per la produzione di mezzi navali senza piloti e l’addestramento di piloti di elicotteri (quelli che mitragliano ogni giorno i civili palestinesi..) nella base di Lumi.
Capito adesso perché il governo italiano non ha applicato neppure una sanzione al governo genocida di Israele e ha invece 13 pacchetti di aiuti militari e finanziari all’Ucraina per oltre 3 miliardi ogni anno?
.Pochi giorni dopo il ministro della Difesa Crosetto (ex consigliere di Leonardo Spa) presenta con orgoglio il suo nuovo “advisor” (consigliere) per l’innovazione militare, sistemi senza pilota (droni) e difesa aerea: è l’ex ministro ucraino Mikhailo Fedorov, che è stato vicepremier e ministro della trasformazione digitale del governo filo-nazista di Zelensky (quello che usa i nostri soldi per water d’oro e ville in Florida, vendendo la metà della armi pagate anche da noi alla criminalità internazionale), a cui evidentemente sta cercando di “fare le scarpe” presentandosi come alternativa in future elezioni.
.Il 27 agosto a Roma l’Avvocatura dello Stato , rispondendo ad un ricorso presentato da una giornalista che chiedeva l’accesso agli atti doganali sui flussi di materiale militare nel porto di Ravenna, afferma che non è opportuno rivelare dettagli logistici che possano indicare la consistenza e il ruolo di hub militare del porto ”in un contesto di conflitto globale”. Tradotto: secondo l’Avvocatura siamo in guerra, anche se nessuno l’ha dichiarata né ce l’ha comunicato.
Ormai è chiaro a tutti - o quasi - la scellerata scelta del capitale internazionale, quello italiano compreso, per uscire dalla crisi e redistribuirsi con la forza materie prime, territori e mercati: la guerra “ibrida” (così la chiamano loro per non spaventarci), non ufficialmente dichiarata ma ormai già combattuta con ogni mezzo a tutte le latitudini.
Il vero cancro del pianeta intero è il capitalismo. Fermiamolo prima che sia troppo tardi.

1.9.2026
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DAL WEB: www.avvenire.it quotidiano di ispirazione cattolica


Questa fotografia racconta il futuro militare dell'Italia meglio di qualsiasi altra cosa

di Diego Motta https://www.avvenire.it/redazione/diego-motta-30
La stretta di mano tra Crosetto e Fedorov fa finalmente chiarezza sulla strategia di riarmo del nostro Paese ed è il primo passo nella direzione di una dovuta trasparenza. Il punto è che l'opinione pubblica sa poco dei piani del governo ed è allergica al militarismo strisciante di quest'epoca. Per questo, servirebbe anche un discorso di verità.
2 min di lettura
29 agosto 2026
[Questa fotografia racconta il futuro militare dell'Italia meglio di qualsiasi altra cosa]

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto con l'ex ministro della Difesa ucraina, Mykhailo Fedorov, che offrirà la sua consulenza al ministero della Difesa italiana / foto Ansa
L'immagine che ritrae sorridenti Guido Crosetto e Mykhailo Fedorov, un venerdì sera a Roma, ha un evidente merito: quello di fare finalmente chiarezza sulla strategia del governo in materia di riarmo. Da una parte c'è il nostro ministro della Difesa, dall'altra il "mago" ucraino della guerra moderna, un personaggio che ha già avuto incarichi di governo con Volodymyr Zelensky e che da due giorni è ufficialmente consulente del governo italiano. Questa fotografia parla più di molti rumors, indiscrezioni e documenti segreti e cancella qualsiasi opacità, a questo punto, sulle priorità industriali dei prossimi anni: l'Italia ha imboccato con decisione la via dell'investimento in tecnologia e formazione militare.
Il dovere della trasparenza era ed è necessario e lo hanno confermato le dichiarazioni a margine dei due protagonisti dell'incontro. Ora però è altrettanto urgente fare un discorso di verità al Paese, che vada al di là di un incontro ufficiale e delle photo opportunity. Siamo sicuri che sia la direzione giusta, quella intrapresa? Si sono fatti i conti con un'opinione pubblica che appare stanca rispetto ai conflitti in corso e che è attraversata ancora, in misura significativa, da spinte e desideri di pace e di pacificazione, nonché da forti sentimenti antimilitaristi?
Il linguaggio di Crosetto e Fedorov è stato netto. Il nostro Paese dovrà approfondire, dice il titolare della Difesa italiano, «in particolare, il tema dei droni, dei sistemi unmanned (senza pilota, ndr) e della difesa aerea». Non sono tecnicismi, sono sistemi sofisticati con cui le democrazie si stanno attrezzando da tempo, facendo i conti con l'instabilità globale del tempo presente. Fedorov è una sorta di guru, ha rapporti consolidati con Elon Musk e Peter Thiel, e non a caso ha saputo usare queste conoscenze per garantirsi successi di guerra inattesi nei confronti di Mosca, sia in chiave difensiva che offensiva. Sarà consigliere per l’innovazione nel settore della difesa. «Contribuirò ad aiutare l’Italia ad adottare le tecnologie della guerra moderna, a rafforzare il proprio settore della difesa e ad adattarsi alle nuove sfide globali in materia di sicurezza» ha detto.
L'Italia sta per inviare il 13esimo pacchetto di aiuti a Kiev ed è evidente che non si tratterà soltanto di aiuti civili, come i generatori per l'inverno. C'è molto altro e non da oggi, dai missili ai radar fino alle batterie anti-aeree. Sarebbe naturale comunicarlo, proprio in ossequio a quell'obbligo di trasparenza. Perché non si fa, finendo per alimentare circuiti continui di sospetti? Con gli impegni presi in sede di prestiti Safe, lo Strumento di azione per la sicurezza dell'Europa, avremo accesso a quasi 9 miliardi di fondi, da restituire ovviamente. È lecito chiedersi se e come tutto questo impatterà anche sulla riconversione industriale della nostra economia, visto che questo processo è stato già intrapreso dalla Germania, ad esempio.
C'è infine un altro capitolo in questa vicenda ed è quello legato al posizionamento del governo rispetto al conflitto in Ucraina: alla solida amicizia che lega da tempo Giorgia Meloni e Volodymyr Zelensky, si aggiunge un altro tassello del puzzle, con qualche curiosa variante sul tema, visto che Fedorov è un acerrimo rivale del leader ucraino. In ogni caso l'asse Roma-Kiev, da qualunque parte lo si guardi, pare saldissimo. Probabilmente è anche un messaggio cristallino per quella parte della destra che non ha mai nascosto simpatie per la Russia di Putin. Dentro e fuori il governo.