[foa_Boccaccio003] Solidarietà ad Autistici/Inventati

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Autor: FOA Boccaccio 003
Data:  
Para: boccaccio
Assunto: [foa_Boccaccio003] Solidarietà ad Autistici/Inventati
Due importanti comunicati in solidarietà al collettivo
Autistici/Inventati e alle persone multate a Monza per la mobilitazione
antimilitarista dello scorso 24 maggio. Ricordiamo che, a causa del
provvedimento di Trump contro Autistici/Inventati, in questi giorni non
siamo in grado di aggiornare il nostro blog, pertanto vi invitiamo a
seguire i nostri canali social.


COMUNICATO 1


F*CK TRUMP!
Supporto e solidarietà al collettivo Autistici/Inventati

Al lungo elenco di provvedimenti e azioni che testimoniano la natura
autoritaria, imperialista e di chiara impronta fascista
dell'amministrazione Trump, pochi giorni fa se ne è aggiunto uno che ci
colpisce direttamente.

È infatti notizia del 26 agosto che Washington abbia inserito il
collettivo di Autistici/Inventati (A/I) nell'elenco dei soggetti
definiti "Specially Designated Global Terrorist" (SDGT), sostenendo che
abbia fornito supporto finanziario, materiale o tecnologico a terrorismo
e a organizzazioni già sanzionate dagli USA.

Il provvedimento, tanto assurdo quanto pericoloso, necessita di una
presa di posizione decisa e determinata da parte di tutt* noi.

Per chi non lo sapesse A/I è il progetto politico che, attraverso le
competenze di attivisti digitali, garantisce da oltre vent'anni in
maniera gratuita mailing list, caselle di posta elettronica, spazi
online per siti e tanti altri servizi digitali per realtà di movimento e
persone che si rispecchiano nei valori dell'antifascismo e
dell'anticapitalismo. Tutto questo garantendo privacy e sicurezza di
account e dati. Il valore di questa esperienza, divenuta nel corso del
tempo un'infrastruttura di riferimento per chi decide di sottrarsi alle
piattaforme commerciali, ha aggregato intorno a sé una gigantesca ed
eterogenea comunità politica disseminata per tutto il pianeta. Di quella
comunità facciamo parte anche noi: a partire dal sito
boccaccio.noblogs.org online da oltre vent'anni, buona parte della
nostra comunicazione interna ed esterna, digitale e web, si appoggia a
servizi erogati dal collettivo A/I.

È quindi ovvio che ci sentiamo direttamente coinvolt* nella vicenda e
condividiamo la preoccupazione su quanto l'accusa di terrorismo
costituisca una grave minaccia nei confronti di chi si batte per
garantire spazi di controinformazione sul web, tutela dei dati,
accessibilità e gratuità dei servizi. Non solo: quanto sancito dagli
USA, alimenta la "moda" (cara anche al Governo Meloni) di utilizzare la
categoria del "terrorismo" in maniera sempre più indiscriminata per
colpire i propri avversari politici.
Terrorista è chi solidarizza con la resistenza palestinese, terrorist*
sono gli/le Antifa, terroristi oggi sono i membri di un collettivo di
attivisti digitali. Così come è evidente che in USA, come qui in Italia,
la creazione di un lungo elenco di "nemici pubblici" risponde alla
necessità dei governi di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica
dalle politiche di guerra (quelle sì, terroriste) o dall'incapacità di
far fronte alle problematiche reali dei rispettivi Paesi.

Insomma le cose da dire sarebbero molte, ma in futuro ci sarà occasione
di tornare sull'argomento. Per ora ci preme portare all'attenzione di
tutt* che questo provvedimento rischia di lasciare il segno, pur essendo
difficile prevedere adesso quanto potrà scalfire Autistici/Inventati
nelle sue funzionalità, o dal punto di vista legale ed economico.

Nelle prossime settimane avremo maggiori notizie a riguardo (vi
invitiamo a consultare il sito https://www.inventati.org/ per gli
aggiornamenti): a noi resta però il compito di attivarci fin da subito
nella diffusione della notizia e nella denuncia della gravità del fatto,
ma soprattutto nell'impegno a supportare concretamente nel breve e nel
lungo periodo il percorso di resistenza di Autistici/Inventati,
respingendo al mittente le accuse.




COMUNICATO 2


GUERRA ALLE MULTE

La mattina del 24 maggio, un gruppo di persone si è riunito lungo il
percorso della parata conclusiva dell'Italian Raid Commando
(un'esercitazione militare europea di tre giorni che da alcuni anni si
svolge in Brianza) per contestare la presenza dei militari nella città
di Monza, esponendo per alcuni minuti uno striscione e lanciando alcuni
cori.

L'azione dimostrativa si inseriva in una mobilitazione più ampia,
culminata nel corteo contro la guerra del pomeriggio, in cui numerose
realtà del territorio hanno deciso di testimoniare il proprio dissenso
nei confronti dell'IRC.

A seguito di questa azione la Questura di Monza ha inviato multe ad
alcun* compagn* della FOA Boccaccio, contestando l'illecito
amministrativo di manifestazione non autorizzata (18 T.U.L.P.S. comma
3).

L'approvazione del nuovo decreto sicurezza del febbraio 2026 ha portato
alla depenalizzazione di questo reato, trasformandolo in provvedimento
amministrativo che prevede una sanzione compresa tra i 1000 e i 10000 €
a testa.

La questione, che di per sè potrebbe apparire ridicola (non si capisce
che tipo di autorizzazione sarebbe necessaria per esporre uno striscione
o lanciare dei cori...), merita particolare attenzione perché l'utilizzo
di questi provvedimenti si è diffuso negli ultimi mesi su tutto il
territorio nazionale in linea con le nuove indicazioni del governo
Meloni e rappresenta un chiaro tentativo di attacco alle pratiche di
lotta più spontanee ed autogestite.

Ne è emblematico esempio la pioggia di multe (oltre 40, per un totale
potenzialmente superiore ai centomila euro) ricevute a Lecco da chi ha
partecipato alla mobilitazione antifascista che lo scorso 27 aprile ha
contestato la commemorazione organizzata da un manipolo di nostalgici
del Ventennio fascista. O anche le decine di contravvenzioni per "grida
sediziose" disposte dalla Questura di Milano nell'ambito di una
passeggiata spontanea nei pressi del Politecnico organizzata in
solidarietà alle persone arrestate dopo lo sciopero generale del 22
settembre.

Il moltiplicarsi di questi casi, unito alla spropositata entità delle
multe, delinea uno scenario repressivo inedito con cui tutt* stiamo
facendo i conti: il diritto di manifestare è diventato un’attività
sottoposta a rischio economico permanente o subordinata al benestare
completo delle forze di polizia.

Centinaia di verbali, multe e sanzioni amministrative non hanno tuttavia
solo l'obiettivo di colpire le tasche di chi lotta, ma anche di produrre
un effetto intimidatorio su chi deve decidere se scendere in piazza o
starsene a casa.

Un provvedimento amministrativo di questo tipo trasforma inoltre
l'azione repressiva in un mero atto burocratico, tra raccomandate e
ingiunzioni di pagamento: viene così meno la possibilità di affrontare
un processo, dove spesso questo genere di contestazioni veniva
archiviato per irrilevanza dei fatti o permetteva una difesa spesso
vincente, offrendo comunque la possibilità di politicizzare il processo.

A fronte di tutto questo e al di là del caso monzese, sul quale daremo
in futuro i dovuti aggiornamenti, è urgente trovare insieme una
strategia efficace, sia sul piano legale che politico, per disinnescare
la strategia repressiva del Governo Meloni.

In questo momento è fondamentale dare continuità all'azione politica (in
primis contro la guerra), rivendicare la legittimità di pratiche
spontanee, rompere ogni tentativo da parte di Questura e Governo di
isolare chi sceglie di lottare, supportare concretamente chi è colpito
da misure repressive: tutte queste cose si possono fare solo attraverso
un percorso collettivo, ampio e partecipato, rafforzando le relazioni
già in essere e costruendo nuove alleanze.

Solidarietà a tutt* i/le multat*, vicin* e lontan*.

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FOA Boccaccio 003
Monza
boccaccio.noblogs.org