COMUNICATO SINDACALE E RADIO STAMPA, PER INFORMAZIONE, CONOSCENZA, DIFFUSIONE E PUBBLICAZIONE (ai sensi artt. 1,8, 14, 15, 25 Legge 300 1970, articolo 21 Costituzione), grazie da segreteria nazionale collegiale CONFEDERAZIONE USI 1912 ricostituita Cuneo/Rimini/Roma/Caserta segreteria.usi@???
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a richiesta mandandoci una mail ai nostri recapiti ufficiali, a chi è interessato-a possiamo mandare il testo del "capolavoro" preparato (nella notte del 17 giugno 2026, tanto per mantenere la tradizione sindacale, che le schifezze sono elucubrate di notte...MAI LA MATTINA A MENTE FRESCA eh) dalle segreterie confederali di Cgil Cisl Uil. CIAO E BUONE LOTTE A TUTTI-E, SVILUPPIAMO AUTORGANIZZAZIONE, INDIPENDENZA MENTALE/POLITICA DELLE NOSTRE IDEE, AUTOGESTIONE, SOLIDARIETA', PER IL CONFLITTO SOCIALE E LA PRATICA, ANTICA E ATTUALE DELLA "LOTTA DI CLASSE"
SUL NUOVO ACCORDO INTERCONFEDERALE DI CGIL CISL UIL SUL MODELLO NEGOZIALE E DELLE RELAZIONI SINDACALI INDUSTRIALI, RAPPRESENTANZA, DELEGHE SINDACALI …VINCE IL MODELLO DELLA CISL “TRATTARE SEMPRE, LOTTARE QUASI MAI”, UN SISTEMA DI OLIGOPOLIO SINDACALE CHE VA BENE A TUTTI I GOVERNI, ANCHE A QUELLO IN CARICA, MA A TUTTE LE COALIZIONI FUTURE. AMEN? MANCO PER NIENTE, COSTRUIAMO GLI “ANTICORPI”
USI 1912 segr. generale nazionale Confederale Cuneo/Rimini/Roma/Caserta segreteria.usi@???
mailto:segreteria.usi@gmail.com
Il nuovo testo di accordo interconfederale siglato dalle segreterie generali di CGIL CISL UIL (Landini, Fumarola e Bombardieri), il 17 giugno 2026, avrà effetti negativi per chi sta ancora in quei sindacati e le strutture di categoria, ma purtroppo avrà effetti penalizzanti per le classi lavoratrici in Italia. ANCHE SE A DIFFERENZA DI QUEL CHE SI CREDE O SI POSSA PENSARE, E’ UN ACCORDO, UNA DISPOSIZIONE “PATTIZIA”, QUINDI VALE PER COLORO CHE LO HANO FIRMATO E A DIFFERENZA DI UNA LEGGE, NON HA EFFICCIA E VALORE ERGA OMNES, CIOE’ NON VALE PER I SINDACATI CHE NON LO FIRMANO O NON LO CONDIVIDONO e per lavoratrici e lavoratori che non intendono farlo applicare…NON E’ UNA LEGGE E QUINDI HA UN VALORE IMPORTANTE, PERCHE’ CE LO TENIAMO TRA I PIEDI, MA NON CE LO POSSONO IMPORRE E CHIEDERNE L’APPLICAZIONE. Di fatto, è l’estensione del famoso “Patto della Fabbrica” del 2018, che dal loro punto di vista è stato fallimentare, come già fu fatto con l’ACCORDO DELLA VERGOGNA, del 10 gennaio 2014, che voleva modificare in peggio, la questione della rappresentanza sindacale, della misurazione della rappresentatività, il modello di relazioni sindacali industriali, compresa la bufala della finta democrazia rappresentata dalle RSU (rappresentanze sindacali unitarie…che unitarie poi nella maggior parte dei casi, non lo sono mai….), dominate dai sindacati firmatari dei CCNL, sui tavoli di negoziazione e negli stessi organismi di coordinamento delle Rsu elette, in pratica il tentativo che voleva mettere il bavaglio alle organizzazioni sindacali indipendenti, di base e autorganizzate, senza riuscirci troppo, per fortuna nostra e di chi lavora. Questo è un accordo di stampo corporativo e ottuso, finalizzato al contenimento dei salari e delle retribuzioni, introducendo criteri e meccanismi poco utili, nelle piattaforme contrattuali, nelle rivendicazioni e per la stessa funzione, convenzionale nel rapporto di lavoro subordinato e nei contratti, DEL SALARIO E DELLA RETRIBUZIONE, come scambio mediato tra prestazione lavorativa e compenso erogato, CHE SI RIBADISCE, E’ CONVENZIONALE, NON CORRISPONDE ALLA REALE FATICA E PAGAMENTO DELLA QUANTITA’ E DELLA QUALITA’ DELLE PRESTAZIONI PROFESSIONALI, LAVORATIVE, FISICHE E MENTALI (se non tutte e due le cose contemporaneamente, perché è il cervello che dà i comandi agli arti e al nostro corpo, quindi anche il più semplice dei lavori manuali, richiede uno sforzo e un’attività psico fisica e mentale…pure se si muovono solo, con gesti ripetitivi e monotoni, braccia e gambe…) erogate da chi lavora e non è la “giusta mercede e pagamento” di questo lavoro dalla controparte datoriale e padronale. Si impone poi un MODELLO NEGOZIALE, CHE COSTITUISCE UNA VITTORIA DELLA PROPOSTA SOSTENUTA DA ANNI DALLA CISL, la riduzione della forza positiva dei CCNL e il RAFFORZAMENTO DEL LIVELLO DI CONTRATTAZIONE AZIENDALE O LOCALE/TERITORIALE, quindi con tutti i fattori di rischio di contratti aziendali che su aspetti fondamentali del rapporto di lavoro e della vita delle persone, in tutti i settori pubblici, privati, del movimento cooperativo, possono regolare IN MODO DIVERSO, DIFFERENZIATO E ANCHE “FLESSIBILE”, DIRITTI, CONDIZIONI DI LAVORO, ORARI DI LAVORO, RITMI, SALARI E STIPENDI…pur mantenendo quel “livello minimo” che rappresenta la mera sopravvivenza e lasciando alla PARTE VARIABILE ED ACCESSORIA DEL SALARIO, A LIVELLO AZIENDALE O TERRITORIALE-LOCALE, LA PARTE SEMPRE PIU’ FORTE DELLA RETRIBUZIONE. Di fatto un favore alle controparti padronali di ogni genere, un grande aiuto al Governo in carica (si ricorda che uno dei sottosegretari al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del governo in carica è Sbarra, ex segretario della CISL, che va di pari passo con il medesimo incarico di Durigon ex segretario di Ugl…), ma CHE VA BENE IN TEORIA, ANCHE AD EVENTUALI FUTURE COALIZIONI DI GOVERNO..per la funzione di NORMALIZZAZIONE E DI CONTROLLO SOCIALE, posto di nuovo come fu già nel gennaio del 2014, NEL SISTEMA DI RELAZIONI SIDNACALI INDUSTRIALI e nei livelli di negoziazione, attaccando indirettamente le agibilità sindacali minime, garantite come applicazione nei luoghi di lavoro dei diritti e delle libertà costituzionali e delle direttive, le poche favorevoli e di garanzia, delle disposizioni internazionali, INDICATE E DISCIPLINATE AL TITOLO 3° DELLA LEGGE 300 1970 (lo Statuto dei Lavoratori e aggiungiamo sempre noi, delle Lavoratrici), compresa la funzione fondamentale nei luoghi di lavoro, specie nel settore privato delle RSA previste dall’articolo 19 nuova formulazione (dopo le sentenze abrogativa e additiva, rispettivamente la 244/1996 e la 231/2013, della Corte Costituzionale), che attualmente permette in combinato disposto con l’articolo 14 della legge 3001970, la possibilità concreta di organizzarsi sindacalmente e ottenere, con determinati requisiti e attività concreta, l’ottenimento di quei diritti fondamentali che caratterizzano “l’attività sindacale” e le funzioni organizzative e di tutela effettiva di lavoratori e lavoratrici a livello aziendale, aspetto che con questo ennesimo accordo interconfederale, di natura pattizia e quindi anche gerarchicamente subordinato e subalterno alla legge 300 1970, che è una legge ordinaria ma di portata costituzionale, vorrebbe indebolire e ridurre per i suoi effetti sostanziali e positivi, dopo 56 anni dalla sua approvazione.
Il documento delle segreterie confederali di Cgil Cisl Uil, nelle sue intenzioni e finalità, è molto chiaro. Intende aprire una NUOVA FASE NEGOZIALE, per arrivare a definire un ennesimo “accordo quadro” con tutte le principali controparti imprenditoriali, dalla Confindustria, alla Confcommercio, alla Confedilizia, Confesercenti e altre ancora. Lo scopo è quello di sottoscrivere un accordo di “sovrastruttura”, rispetto ad altri accordi nazionali o di settore, che disciplini tutta la contrattazione dall’alto e in modo verticale (e verticistico, alla faccia della partecipazione democratica della forza lavoro, che viene chiamata a COSE FATTE…), in modo tale, secondo le dichiarazioni dei tre segretari di Cgil Cisl Uil e dei comunicati della stessa CISL che è la vera ispiratrice di questo percorso, di voler evitare i cosiddetti “contratti pirata”, quindi quello che in termini inglesi si chiama il “dumping contrattuale”, di fatto evitare che a prescindere dalla natura spesso corporativa e peggiorativa di CCNL firmati da organizzazioni sindacali autonome di natura corporativa e professionale, rispetto ai CCNL sottoscritti dai sindacati “comparativamente rappresentativi”, ABBIA ANCHE L’EFFETTO DI BLOCCARE CHE DAL BASSO, UNA MIRIADE DI ACCORDI DI LIVELLO AZIENDALE E LOCALE MIGLIORATIVI E DI “AVANZAMENTO”, conquistati in questi anni e con condizioni normative o salariali di MIGLIOR FAVORE, possano provocare l’effetto opposto dalla finalità di questo ACORDO QUADRO CONFEDERAL-GOVERNATIVO, che DAL BASSO SI MODIFICHINO I TESTI, INGESSATI E CODIFICATI, DELLA CONTRATTAZIONE NAZIONALE DI CATEGORIA O CHE, PEGGIO ANCIRA PER I POMOTORI, SI OTTENGANO LEGGI MIGLIORATIVE SU IMPORTANTI ASPETTI DEL RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO…TIPO IL SALARIO COSTITUZIONALE, COERENTE CON L’ARTICOLO 36 DELLA CARTA COSTITUZIONALE ITALIANA, che è molto più chiaro e migliore di propose di “salario giusto” o dello stesso “salario minimo legale”. Sostanzialmente Cgil-Cisl-Uil e i loro apparati burocratici, vorrebbero estendere a tutti i settori lavoratici gli effetti negativi già prodotti parzialmente, dall’ACCORDO DELLA “VERGOGNA” DEL 10 GENNAIO 2014 E SOPRATTUTO, QUELLI ANCORA PEGGIORI, PER FORTUNA POCO APPLICATI del “Patto della Fabbrica”, sottoscritto con la Confindustria nel 2018. Quell’accordo, per chi ha memoria storica e analizza cosa succede nelle trasformazioni dei MODELLI DI RELAZIONI SINDACALI INDUSTRIALI e noi gatti-e neri-e di USI 1912 tra una lotta e l’altra, una consulenza (gratuita) e una vertenza, siamo in grado di fare pure questo per estendere la CONOSCENZA E IL “SAPERE OPERAIO” A TUTTI E TUTTE, PER PRENDERE LE NECESSARIE CONTROMISURE E COSTRUIRE I NECESSARI “ANTICORPI” a questo ennesimo “virus sindacale” , IL PATTO PER LA FABBRICA del 2018, prendeva IL PEGGIO DI 30 ANNI DI CONCERTAZIONE SIDNACALE e delle regolamentazioni pattizie di altri accordi che venivano riassunti e sintetizzati, a partire da quelli della sua stagione iniziale, dal 1992 e del 1993 (vi ricordate LA STAGIONE DEI BULLONI E DEI DADI E DEI COMIZI DEI DIRIGENTI E BUROCRATI di Cgil Cisl Uil CON GLI SCUDI DI PLEXIGLASS A DIFESA DELLA “CASTA DEI SINDACALISTI”?). Si tratta di ACCORDI, CHE ABOLIRONO LA SCALA MOBILE, quale parziale meccanismo di compensazione di SALARI E STIOPENDI DALL’NFALZIONE REALE E DALLA SPIRALE SALARI-PREZZI, PER MANTENERE IN EQUILIBRIO IL POTERE DI ACQUISTO DELLE NOSTRE RETRIBUZIONI, INDEBOLIRONO LA PORTATA DEI RNNOVI DEI CONTRATTI COLELTTIVI NAZIONALI (CCNL) SPECIE PER LA PARTE SALARIALE, CON LA CONTESTUALE NORMALIZZAZIONE E RIDUZIONE DELLA CONTRATTAZONE AZIENDALE ALLE “CONCESISONI ED ELARGIZIONI” DELLE IPRESE, mantenendo livelli alti di FLESSIBILITA’ E PRODUTTIVITA’, in nome di non si capisce ancora oggi, salvezza nazionale del nostro sistema produttivo, di scambio e commerciale…CON UNA MASSA DI CASSA INTGRAZIONE PAGATA DALL’INPS E QUINDI SEMOPRE DA TUTTI-E NOI, PER PERMETTERE AI COLOSSI INDUSTRIALI E COMMERCIALI DELL’EPOCA, DI FARE GRANDI PROFITTI E POI…DELOCALIZZARE LA PRODUZIONE IN PAESI DOVE IL COSTO COMPLESSIVO DEL LAVORO, COSTAVA DI MENO CHE IN ITALIA…
PER ASSISTERE IN QUESTI ULTIMI ANNI, AL PREVALERE DEL CAPITALE E DELLE SPECULAZIONI FINANZIARIE, DI EXTRAPROFITTI (sempre sulla nostra pelle e delle nostre famiglie), DI NATURA ASSICURATIVO FINANZIARIA, giocando sul nostro SALARIO INDIRETTO E DIFFERITO (tra cui il TFR LA LIQUIDAZIONE) CON PROPOSTE ALLETTANTI DI “WELFARE AZIENDALE” a livello aziendale, di benefit presunti di PREVIDENZA COMPLEMENTARE E DI ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA, DI FATTO SOSTITUTIVA DI DIRITTI, GARANZIE E TUTELE CHE CI DOVREBBERO ESSERE FORNITE, SOLO PERCHE’ CITTADINI-E E LAVORANTI IN ITALIA (a prescindere dal colore della pelle, della religione, dell’etnia, dell’origine geografica dell’età o delle differenze di genere, solo perché contribuenti, compresa la forza lavoro immigrata che lavora stabilmente, paga le tasse e imposte come noi con ritenuta alla fonte sulle buste paga, fa crescere la famiglia e partecipa al nostro prodotto interno lordo il PIL….), DALLA RITIRATA DELLO STATO E DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI, SU SANITA’, ISTRUZIONE, EDUCAZIONE, TRASPORTI PUBBLICI, FORMAZIONE, SALUTE E SICUREZZA, RICERCA…
UN BEL RISULTATO, CGIL CISL UIL, HANNO OTTENUTO, CON LA CONCERTAZIONE E DAL 2014 IN POI, CON IL MODELLO DEL “COLLABORAZIONISMO SINDACALE”, SE NON DI “CLASSE”
Come tutti i dati statistici e le relazioni, In Italia la forza lavoro è L’UNICA, tra quelli dei paesi dell’Ocse, ad aver perso potere d’acquisto negli ultimi decenni. I tanti accordi di concertazione centralizzata tra le “parti sociali” HANNO PRECISA CORRESPONSABILITA’ DI TALE RISULTATO NEGATIVO E PENALIZZANTE, di Cgil-Cil-Uil. Dal 2018 ad oggi, secondo l’Istat i salari di chi lavora, hanno perso dall’8,5 all’11% rispetto all’inflazione, che viaggia ora introno al 18% su base annua, come se PRENDESSIMO UN MESE DI RETRIBUZIONE IN MENO.
Gli psicologi definiscono certe condotte “COAZIONE A RIPETERE”. Cgil Cisl Uil, rispetto al fallimento di questi accordi, VORREBBERO ESTENDERLI A TUTTI-E.
IMPEDIAMOLO, SVILUPPIAMO nostri “ANTICORPI” EFFICACI, ne abbiamo la potenzialità