Re: [Hackmeeting] [Talk] Tavola Rotonda - Radical AI(?)

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Autor: daniele.gambit
Datum:  
To: hackmeeting
Betreff: Re: [Hackmeeting] [Talk] Tavola Rotonda - Radical AI(?)
Eccomi..
guardando il programma potremmo metterlo il sabato 17-19 in sala S?

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RADICAL AI: immaginare altre macchine intelligenti è possibile?

La tecnologia più discussa del momento non ha bisogno di presentazioni:
c'è chi la usa, chi non la usa, chi la usa per lavorare di meno e chi
per lavorare di più, chi la ama e chi la odia, chi la osanna come nuovo
oracolo e chi la teme come l'Apocalisse...

In questo scenario accelerato, viene naturale chiedersi come si ponga
una comunità come quella di Hackmeeting, che negli anni passati si è
posta più volte la sfida non solo di criticare e sollevare i problemi
delle piattaforme private, ma anche di progettare nuove infrastrutture
basate su orizzontalità, accesso al codice, modularità e partecipazione
condivisa ai processi. Fediverso, social come Diaspora, server mail
decentralizzati sono solo alcuni esempi di questa pratica.

Tuttavia, pensare oggi all'intelligenza artificiale significa
confrontarsi con una tecnologia che sembra portare con sé criticità
strutturali: estrazione massiva di dati, sfruttamento del lavoro umano
invisibilizzato, opacità dei modelli, impatto ecologico, concentrazione
infrastrutturale, nuove forme di dipendenza tecnica e politica. Davanti
a queste considerazioni, in più occasioni è sembrato che l'attitudine
DIY alla progettazione alternativa andasse incontro a una sorta di
paralisi, anche a causa delle opinioni contrastanti che attraversano la
scena.

Possiamo pensare a forme di IA situate, conviviali, trasparenti,
federate e non estrattive? Oppure siamo di fronte a un campo tecnologico
che, nelle sue premesse materiali e politiche, non lascia spazio a un
piano d'azione desiderabile? E ancora: quali sono i progetti attualmente
messi in atto dalla comunità hacker su questa tecnologia, e in che modo
differiscono da quelli degli anni passati?
Con una tavola rotonda il più possibile partecipata vogliamo provare ad
affrontare queste domande.

"I futuri conflitti di Rete saranno così, almeno ancora per un po’ di
tempo: grandi e piccole industrie, Stati, gruppi parastatali o criminali
si rimescoleranno o scontreranno o affiancheranno in un risiko di
interessi estremamente tattico e mutevole. E in uno scenario difficile
da decifrare. L’unico dato certo, finora, è che a farne le spese saranno
sempre di più i normali cittadini, gli utenti da cannone. E che con loro
potrebbero pagare dazio lo Stato di diritto, la privacy come bene
strettamente connesso alla libertà e alla democrazia, e chi si espone
più di altri per la loro difesa. Quella che stiamo vivendo è ancora una
finestra di opportunità. Che però è destinata a chiudersi ogni giorno di
più se non incontrerà una resistenza consapevole da parte di una massa
critica di persone." - Guerre di Rete, Carola Frediani (1974 - 2026)