Auteur: Naga Date: À: viaaddanonsicancella Sujet: [Viaaddanonsicancella] Può accadere...
Avere a che fare con l’immigrazione significa incontrare vite cariche di progetti, desideri e volontà. Vite che hanno attraversato confini, superato violenze, persecuzioni, privazioni e pericoli. Vite che hanno scelto — o sono state costrette — a partire, sfidando con il proprio corpo le frontiere del mondo.
A spingerle è forse una sola certezza: che partire non possa essere peggio di ciò che si lascia alle spalle.
E invece può esserlo.
Può accadere di arrivare in Europa uno dei luoghi in cui si vive meglio al mondo, e ritrovarsi schiavi. E poi morire bruciati vivi accanto a una pompa di benzina.
Per questo, oltre al dolore, proviamo rabbia e vergogna. Vergogna per un Paese che a Waseem Khan, Amin Fazal Khogjani, Ullah Ismat Qiemi e Safi Iayjad non solo non ha voluto offrire accoglienza e una vita dignitosa, ma non è riuscito a garantire neppure la più elementare delle promesse: che peggio non poteva andare.
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