Re: [Hackmeeting] Proposta talk "Imagining collectivity unde…

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Autor: ignifugo
Datum:  
To: hackmeeting
Betreff: Re: [Hackmeeting] Proposta talk "Imagining collectivity under oppression"


On 5/2/26 10:01 PM, ywah/e via Hackmeeting wrote:
> Il 2026-05-02 13:22 ignifugo via Hackmeeting ha scritto:
>> Title: Imagining collectivity under oppression
>>
>> Short: on creating imaginary scenarios around relation, connection,
>> affection and solidarity in times of difficulty and oppresion
>>
>> Description:
>>
>> This workshop creates an imaginary scenario for participants to
>> inhabit and explore: living in a society where connection and
>> affection become scarce and difficult to practice. To create this
>> scenario, the facilitators draw from real biographies of people living
>> through war, or under authoritarianism, both in the distant and recent
>> past.
>>
>> Certain elements of this exercise may feel difficult or triggering. We
>> want to create a safer space to explore these hypotheticals. The goal
>> is to search for answers within ourselves and with each other, answers
>> that pave the way towards solidarity during violent times.
>>
>>
>> Nicknames: Alecs and webbie
>>
>>
>> Note: No recording, but some privacy in the space (not in a place
>> people walk in and out)
>>
>>
>> Duration: 1.5h
>>
>> ____________________
>>
>> ciao, Ignifugo
>>
>> Sì sto proponendo un talk per amicu che sono già state ad hackmeeting
>> e sanno come gira l'evento ma non sono iscritte in lista in quanto non
>> italoablanti. Secondo me ci sta!
>>
>> abbracci
>
> halo,
> non essendo italoablanti pensi di poter chieder loro le lingue in cui
> sarà il talk? Magari dalla descrizione è implicito che sarà inglese, ma
> nse sa mai e può essere utile in loco quando si organizzeranno i giri di
> traduzione volontaria :)
>
> grazie mille e abbracci
>

Ciao,
grazie a te!

"Il talk sarà in inglese e non sarà una presentazione frontale.
l'interazione tra le persone che parteciperanno sarà il fulcro della
conversazione." Mi dicono coloro che l'han proposto.

Quindi per le persone che han proposto il seminario la soluzione più
semplice è quella di usare come lingua comune l'inglese, anche solo di
livello base.

Se ci fosse possibilità di traduzione italiano/inglese e viceversa e/o
con altre lingue, consiglierei di concordare con loro al momento se può
essere sostenibile o meno.

ciao
Ignifugo

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