Il 22/04/26 21:32, turba via Hackmeeting ha scritto: > Ciao! > Se qualcuna di queste allucinazioni (nessuna delle quali ci ha
> soddisfatto pienamente) ispira a qualcunx qualcosa di meglio, siamo
> contentx.
a me personalmente piacciono tutte come anche mi piace(va) il manifesto
anche se prima di sapere chi era Sergio devo dire c'ho messo un po'
(ammetto la mia ignoranza)
>> organizzare un seminario ad HM dove discutiamo del problema che
>> abbiamo con la rappresentazione della
>> comunità di HM e identifichiamo pratiche concrete che possiamo
>> utilizzare nelle comunicazioni future
boh forse ne possiamo ancora parlare adesso, possiamo magari deturnarlo
come ci pare, senza fare nessuna questione con chi l'ha disegnato,
mettendo il logo di HM dentro il monitor e al posto del cd rom ci sta la
testa del simpaticone che va in pezzi e dai pezzi escono fuori esempi di
hacking (tipo occupare le case, boicottare l'informatica del dominio,
riappropriarci dei nostri corpi, lottare contro le guerre e gli
imperatori dell'IT, ecc) a dichiarare la nostra differenza da Sergio?
La butto la' non saprei neanche come farla graficamente.
Hackmeeting non e' un crogiuolo di tecnici informatici (per fortuna) ed
effettivamente quanto sta nella locandina prende in giro questa cosa,
non c'e' dubbio. Noi siamo un gran subbuglio di altre cose che criticano
questa societa'. Capisco perfettamente l'idea pop anche se non stando
dentro al climax del fumetto in questione ne capisco solo mezza. E mi sa
che HM sta diventando altro e deve riuscire a parlare seguendo altre
dimensioni che riguardano l'hacking anche al di fuori e oltre la
questione dell'informatica.
Penso che le forme della comunicazione siano dei mezzi politici
attraverso i quali raccontiamo chi siamo, magari senza pretendere
chissa', a volte neanche lo sappiamo precisamente, anche se qualcosa ci
stiamo provando a raccontare ultimamente. Se non ci sentiamo in sintonia
con quanto raccontiamo fuori perchè dovremmo farlo? Magari sappiamo solo
cosa non vogliamo essere e tanto basta.