[Hackmeeting] [talk] I gruppi di resistenza cognitiva come …

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Auteur: Roberto Innocenti
Date:  
À: Hackmeeting
Sujet: [Hackmeeting] [talk] I gruppi di resistenza cognitiva come esperienza di liberazione dalle condizioni opressive ed ansiogene nell'era del capitalismo della soveglianza
Durata: 1 ora e 30 Eventuali esigenze di giorno/ora: Sabato 13 o Domenica 14 iniziare il talk tra le ore 12.30 e le ore 16
Breve Spiegazione, eventuali link e riferimenti utili:

Da una parte si analizzeranno le origini filosofiche dei paladini della cosiddetta industria dell'IA , una mistura di filosofie chiamate TESCREAL da Timnit Gebru and Emile P. Torres. https://firstmonday.org/ojs/index.php/fm/article/view/13636/11599
Dall'altra faremo un breve recap del paradigmi del capitalismo della sorveglianza analizzato sia da Kate Crawford che da Cory Doctorow ( libro 2024 Come distruggere il capitalismo della sorveglianza, Cory Doctorow e 2022 Atlas of AI, Kate Crawford )
Affronteremo il meccanismo del clamore e della paura di rimanere fuori analizzato da Emily M. Bender, Alex Hanna. (2025 The AI Con: How to Fight Big Tech’s Hype and Create the Future We Want, Emily M. Bender, Alex Hanna)

Ci sono alcuni temi chiave :

- Nuova critica della tecnologia e dell’esperienza della vita tecnica.
- Uscire dall’era del “domain computing”.
- Basta con la tecnologia concepita come sostituto degli insegnanti: è pura follia.
- Il software dovrebbe essere progettata per liberare gli insegnanti dalle attività amministrative, in modo che possano dedicarsi interamente all’istruzione e al rapporto con i propri studenti.
- Concentrarsi sulle comunità più colpite da questo settore, partendo dalle esperienze vissute da coloro che sono privati di potere, discriminati e danneggiati dai sistemi di IA.
- L'etica della cosiddetta industria dell'IA dovrebbe consistere nel valutare le condizioni di lavoro dei minatori, degli appaltatori e dei crowdworker.
- Per quanto riguarda l'ottimizzazione, dovremmo chiederci se stiamo parlando di strumenti per il trattamento disumano delle persone.
- Per l'automazione su larga scala, dovremmo verificare l'impronta ecologica di tale percorso.
- Ribaltare i dogmi dell’inevitabilità, impegnandoci per un mondo più giusto e sostenibile.
- Perseguire una politica che contrasti le narrazioni dell’inevitabilità tecnologica.
- Chiedersi sempre perché l’IA dovrebbe essere utilizzata.
- Scuotersi di dosso l’incantesimo del soluzionismo tecnologico.

Per quanto riguarda l'esperienza di gruppi di resistenza cognitiva per svelare e dissolvere l'oppressione in attivismo che ci fa sentire protagonisti del cambiamento e costruttori del futuro che amiamo, porto la mia testimonianza diretta come attivista nel campo culturale nel gruppo di studio del Partito Umanista, con cui abbiamo recentemente pubblicato il libro testimonianza "Verso la Sovranità Popolare" che è un diario di bordo di questo processo di auto-formazione, di lavoro su se stessi e lavoro in rete con molte altre associazioni con pensiero critico rispetto al modello sociale ed economico e con cui abbiamo proposto cambiamenti profondi nella società. Libro https://partitoumanista.it/files/verso-la-sovranita-popolare.pdf

Un estratto di alcuni contenuti di questo talk si trovano in questo mio talk ( troppo prolisso) https://www.youtube.com/watch?v=QmFgAntH0A4&list=PLUzd6rzuD8CpMB3ZCslHvCyX7RqAcNpHw&index=97&t=9s

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