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IL NUMERO 82 DI LA VOCE È DISPONIBILE SUL SITO DEL (N)PCI

SCARICARLO, RIPRODURLO, STUDIARLO E FARLO CIRCOLARE! [4]

L'alternativa di civiltà e benessere alla Terza guerra mondiale e alla
devastazione dell'ambiente è la rivoluzione socialista, l'instaurazione
del socialismo e la transizione verso il comunismo che sarà unione
internazionale e fraterna di tutti i popoli e le nazioni sulla base
della gestione collettiva e pianificata dell'attività economica.

Il socialismo è la fase in cui l'umanità forgerà su scala grande e
crescente questo nuovo ordine mondiale di progresso, pace e civiltà.
L'Unione Sovietica di Lenin e Stalin ha aperto la strada!

Compito dei comunisti è trasformare il malcontento, l'indignazione e la
ribellione delle masse popolari in una guerra diretta a porre fine al
dominio della borghesia imperialista, al suo modo di produzione e agli
ordinamenti che su di esso si basano e a instaurare un regime
socialista.

Indice degli articoli di _La Voce_ 82 [1]

● Il compito dei comunisti - Tre questioni importanti non eludibili -
pagina 2 [7]

● Sconfitto il governo Meloni al referendum, portare fino in fondo la
lotta per cacciarlo - pagina 3 [8]

● Estendere e rafforzare la mobilitazione contro guerra, corsa al riarmo
ed economia di guerra - pagina 6 [9]

● Per "cambiare tutto", bisogna combattere a modo nostro - pagina 11
[10]

● Lotta tra due linee nel movimento operaio e sindacale - pagina 17 [11]


● Lotta contro il governo Meloni e ricostruzione del partito comunista -
Sull'intervento del Fronte Comunista al convegno "Dalle piazze
all'alternativa" - pagina 27 [12]

_Sulla seconda ondata della rivoluzione proletaria_

● Gli sviluppi della rivoluzione socialista nella Repubblica bolivariana
del Venezuela - pagina 33 [13]

● L'opera della Repubblica popolare Cinese e del Partito Comunista
Cinese in America Latina - pagina 39 [14]

● L'attacco contro la Repubblica Islamica dell'Iran e la posizione dei
comunisti - La rivoluzione democratica antimperialista dei paesi arabi e
musulmani è parte della seconda ondata mondiale della rivoluzione
proletaria - pagina 45 [15]

_Consolidamento e rafforzamento del (nuovo)PCI_

● La lotta contro lo spontaneismo nelle nostre file è anche lotta per
applicare il metodo della linea di massa - pagina 50 [16]

● Coerenza tra teoria, condotta e pratica - pagina 57 [17]

● Note per l'avvio dell'analisi del contesto e di classe a Torino - Un
contributo del Comitato di Partito Antonio Gramsci - pagina 69 [18]

Il n. 82 di _La Voce_ tratta principalmente 1. della rinascita del
movimento comunista cosciente e organizzato nel nostro paese, 2. della
lotta per cacciare il governo Meloni e sostituirlo con un governo di
emergenza delle masse popolari organizzate nel contesto creato dalla
vittoria del NO al referendum del 22 e 23 marzo [19] e 3. della seconda
ondata mondiale della rivoluzione proletaria che si sviluppa nel mondo
in lotta con l'allargamento della Terza guerra mondiale promossa dagli
imperialisti USA e sionisti ma prodotta dallo sconvolgimento economico,
culturale, politico, diplomatico e militare in corso nel mondo ancora
dominato dalla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA,
sionisti, europei e loro associati.

La rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato è il
fattore determinante per trasformare il malcontento, l'indignazione e la
ribellione delle masse popolari in una guerra finalizzata a porre fine
al dominio della borghesia imperialista, al suo modo di produzione e
agli ordinamenti che su questo si basano e a instaurare un regime
socialista. Nel nostro paese la rinascita del movimento comunista
procede, ma è ancora in una fase elementare la ricostruzione di quella
rete di organizzazioni operaie e popolari decise a instaurare il
socialismo che è indispensabile per prendere il potere, eliminare il
potere della borghesia imperialista e delle altre classi reazionarie e
cambiare definitivamente il corso delle cose instaurando il socialismo.
Bisogna quindi portare avanti la rinascita del movimento comunista nel
corso stesso della lotta per porre rimedi anche solo provvisori e
parziali almeno agli effetti più gravi della crisi del capitalismo che è
già sfociata nella Terza guerra mondiale, in modo che ogni vittoria crei
condizioni favorevoli per battaglie e vittorie di livello superiore.
Bisogna prendere coraggiosamente in mano la situazione e creare i metodi
e le relazioni necessarie per salvaguardare gli interessi delle masse
popolari, porre fine alla partecipazione dell'Italia alla Terza guerra
mondiale e rimettere il nostro paese sulla via del progresso. Questo
significa la linea della "costituzione del Governo di Blocco Popolare!"
perseguita dal (n)PCI. In questo modo porteremo a un livello superiore
la rivoluzione socialista nel nostro paese e contribuiremo allo sviluppo
della seconda ondata mondiale della rivoluzione proletaria. Condurre e
vincere la lotta per cacciare il governo Meloni e sostituirlo con un
governo di emergenza popolare anziché lasciare l'iniziativa in mano ai
vertici della Repubblica Pontificia dando per scontato che fino al 2027
ci sarà il governo Meloni [20], salvo che esso si dimetta, che il
Presidente della Repubblica sciolga le Camere e indica nuove elezioni, a
cui si presenteranno più o meno i partiti che sono in campo già oggi e
che spetterà ad alcuni di essi formare il governo successivo: questo è
nella situazione attuale il banco di prova che devono passare partiti,
organismi ed esponenti del movimento comunista del nostro paese.

Le mobilitazioni dell'autunno 2025 a sostegno del popolo palestinese
contro il genocidio perpetrato dai sionisti e poi l'esito del referendum
indicano che tra le masse popolari si allarga e si rafforza
l'orientamento contro il governo della guerra, dell'economia di guerra,
della devastazione dell'ambiente e della repressione. La cacciata del
governo Meloni deve perciò diventare l'obiettivo apertamente perseguito
nelle mobilitazioni delle prossime settimane. Spetta ai comunisti e a
tutte le forze del fronte politico, sindacale e sociale anti Larghe
Intese dare al malcontento, all'indignazione e alla ribellione popolare
un obiettivo politico chiaro e d'attacco: mandare a casa il governo
Meloni, servo degli imperialisti USA, complice dei sionisti, compare di
quelli UE e sostituirlo con un governo d'emergenza delle masse popolari
organizzate deciso e in grado di attuare le parti progressiste della
Costituzione del 1948 (lavoro, relazioni con altri popoli e Stati,
diritti e libertà politiche e sindacali, equità sociale, funzione
sociale delle aziende, salvaguardia dell'ambiente e del territorio) da
sempre violate o eluse dai vertici della Repubblica Pontificia, e da lì
avanzare. In questo modo i comunisti si metteranno alla testa del
movimento di resistenza delle masse popolari.

Il movimento popolare contro la Terza guerra mondiale, la devastazione
ambientale e agli altri effetti della seconda crisi generale del
capitalismo è vario e articolato, vi partecipano con ruoli dirigenti
anche organismi legati da mille fili al polo PD delle Larghe Intese e
suoi annessi. Noi comunisti non rivendichiamo il diritto di dirigerlo,
dobbiamo conquistarne sul campo la direzione: è la lezione dell'Ottobre
in Russia e di tutte le altre rivoluzioni vittoriose, è la lezione della
Resistenza contro il nazifascismo. In un movimento popolare di lotta,
quando la lotta si fa seria, non dirige chi reclama il diritto di
dirigere né chi dai rapporti ereditati dalla storia che abbiamo alle
spalle sarebbe designato a dirigere. Dirige chi ha una visione più
lungimirante e più profonda della lotta in corso, lancia le parole
d'ordine che nella situazione concreta meglio corrispondono alla vere
aspirazioni dei combattenti e si dà con determinazione i mezzi della sua
politica.

A prima vista grandi sono le divergenze tra noi comunisti e la maggior
parte dei promotori e dei protagonisti di ognuna delle lotte attualmente
in corso. Ma noi comunisti, mentre proclamiamo i nostri obiettivi
storici e sulla base di essi raggruppiamo le nostre forze, appoggiamo
con forza ognuna delle lotte in corso, per quanto unilaterali siano gli
obiettivi di ognuna di esse a fronte dei nostri obiettivi storici e per
quanto legati all'uno o all'altro dei due poli delle Larghe Intese siano
i loro attuali promotori. Perché le appoggiamo? Perché ognuna di esse
per avere successo deve confluire nella costituzione di un governo
d'emergenza popolare [21]: la costituzione di questo e la difesa della
sua opera accelereranno la rinascita del movimento comunista e
sfoceranno nell'instaurazione del socialismo. Quello che più conta ai
fini della trasformazione del nostro paese non sono infatti le
intenzioni e le concezioni dei promotori delle singole lotte, ma
l'effetto che ognuna delle singole lotte ha nel contesto in cui viene
condotta e il ruolo che noi comunisti le facciamo assumere combinandola
tramite la nostra iniziativa con le altre lotte in corso.

Noi comunisti appoggiamo ognuna delle lotte in corso proprio perché
l'instaurazione del socialismo, che avvia la transizione dal capitalismo
al comunismo: è il risultato verso cui dovranno convergere tutti quelli
che combatteranno con determinazione e senza arrendersi per l'obiettivo
particolare della loro lotta. La pratica della lotta contro il sistema
imperialista mondiale e contro la sua espressione sul suolo italiano, la
Repubblica Pontificia, sarà la scuola di comunismo [22] di cui le masse
popolari del nostro paese hanno bisogno per aderire al cammino che la
concezione comunista del mondo indica e illustra. Quello che oggi è
decisivo, in ognuna delle singole lotte in corso, non è la
trasformazione delle intenzioni e della concezione del mondo dei suoi
protagonisti e promotori: solo gli esponenti più avanzati e più generosi
aderiscono già oggi ai nostri obiettivi storici e assimilano la
concezione comunista del mondo. Quello che è decisivo, in ognuna delle
singole lotte in corso, è che i suoi protagonisti si diano i mezzi per
vincere di fronte alla borghesia imperialista, alle autorità della
Repubblica Pontificia, alla Comunità Internazionale degli speculatori e
dei guerrafondai che sono l'appoggio esterno della Repubblica
Pontificia.

Per questo noi comunisti dobbiamo essere in ogni singola lotta i
combattenti più decisi, quelli che la spingono sempre in avanti e
trovano nel contesto i mezzi per rovesciare i rapporti di forza di
regola inizialmente sfavorevoli alle masse popolari e per sviluppare la
lotta fino alla vittoria.

Auguriamo fecondo studio e buon lavoro ai nostri lettori!

La redazione di _La Voce_
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