[nuovopci] Iran: una denuncia e due strumenti contro disinf…

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Autore: Delegazione del (nuovo)PCI
Data:  
To: Npci Inter
Oggetto: [nuovopci] Iran: una denuncia e due strumenti contro disinformazione e censura
         [1]

(nuovo)Partito comunista italiano

   Comitato Centrale
                        Sito: www.nuovopci.it [2]
                        e.mail: nuovopci@???


    Delegazione
    BP3  4, rue Lénine   93451 L'Île St Denis (Francia)
                        e.mail: delegazione.npci@???


      Contattaci in modo sicuro [3]


    Facebook: Nuovo - Partito comunista italiano 


_ [4] _

-------------------------

_Avviso ai naviganti _167_ - _30 marzo 2026

[SCARICATE IL TESTO DEL COMUNICATO IN OPEN OFFICE [5] / WORD [6]]

CONTRO DISINFORMAZIONE, CENSURA E PROPAGANDA DI GUERRA DEI MEDIA DI
REGIME

Una denuncia e due strumenti per contrastarle

Segnaliamo ai nostri lettori gli articoli _Ci sono diverse Ong per i
diritti umani finanziate dagli Usa dietro le notizie sulle proteste in
Iran_ [7]_ _e_ __L'inchiesta sull'influenza sionista nelle redazioni
Usa: altro che deontologia!_ [8]_ _pubblicati nella sezione blog de _il
Fatto Quotidiano_ rispettivamente il 25 e il 26 marzo 2026. In essi
Daniele Luttazzi denuncia che le notizie dei media dei paesi
imperialisti sulle proteste del gennaio 2026 nella Repubblica Islamica
dell'Iran e sull'aggressione militare scatenata contro di essa dagli
imperialisti USA e sionisti 1) provengono da organizzazioni cosiddette
"non governative" finanziate dal governo USA attraverso la National
Endowment for Democracy (NED) - fondazione privata creata nel 1983 per
"fare apertamente quello che la CIA faceva clandestinamente", cioè
fomentare "rivoluzioni colorate" e colpi di Stato contro le autorità dei
paesi socialisti e di quei paesi che resistono e si oppongono alla
Comunità Internazionale degli imperialisti USA, sionisti ed europei; 2)
vengono diffuse da media infestati da ex collaboratori del Mossad e
altri agenti sionisti (per maggiori dettagli sulla presenza degli agenti
sionisti nel sistema mediatico USA, vedasi anche i quattro articoli di
Daniele Luttazzi pubblicati su _il Fatto Quotidiano_ dal 20 al 23
novembre 2024 [9]). Con riferimento a un caso particolare, gli articoli
denunciano quindi

- che i mezzi di comunicazione di massa (stampa, radio e televisioni,
Internet, social network) costituiscono un sistema finalizzato a
intossicare e manipolare menti e cuori delle masse popolari: è il primo
pilastro dei regimi di controrivoluzione preventiva che, pur mantenendo
l'ormai sorpassata denominazione di "democrazia", da circa un secolo la
borghesia ha instaurato in tutti i paesi imperialisti, a partire dagli
USA. Abbiamo illustrato questo regime nel cap. 1.3.3. del _Manifesto
Programma_ [10] del (nuovo)PCI;

- che in tale sistema sono presenti, capillarmente e in posizioni
apicali agenti sionisti, cioè esponenti della rete di affaristi,
speculatori, banche, fondi di investimento, aziende e loro dirigenti,
uomini della cultura, dell'informazione e della politica, professionisti
(avvocati, consulenti tecnici, notai, medici, ingegneri, esperti di
informatica, ecc.), militari e paramilitari, associazioni, gruppi di
pressione, ecc. di cui lo Stato sionista di Israele si avvale per
proseguire lo sterminio del popolo palestinese e far fronte alla sua
Resistenza e per fare il "lavoro sporco" contro la resistenza
democratica antimperialista dei popoli arabi e musulmani. È la rete che
abbiamo chiamato Entità sionista [11] e di cui, per quanto riguarda i
suoi esponenti attivi in Italia, abbiamo avviato dall'agosto 2024 la
denuncia nominativa per favorire la lotta contro di essi, che è lotta
per la liberazione del nostro paese dai gruppi imperialisti italiani e
stranieri e a sostegno della Resistenza del popolo palestinese e degli
altri popoli dell'Asia occidentale.

_Uno strumento pratico_. La Terza guerra mondiale [12] vuol dire anche
censura e propaganda di guerra, che approfondiscono l'opera di
manipolazione e intossicazione corrente nei media di regime.

Per quanto riguarda gli avvenimenti internazionali, una misura per
contrastarle è avvalersi dell'informazione fornita da governi di paesi
socialisti e di paesi che si oppongono alla Comunità Internazionale dei
gruppi imperialisti USA, sionisti, europei e loro associati o comunque
resistono alle sue pretese. Qui di seguito riportiamo la lista
(pubblicata su _La Voce_ 81 - novembre 2025) non esaustiva di canali
televisivi, disponibili in varie lingue e realizzati da tali governi.
Essi sono rivolti al pubblico straniero e portano il segno della
politica estera di ciascun paese, stante il regime politico vigente in
ognuno di essi.

***

Paesi socialisti

1. Repubblica Popolare Cinese

China Global Television Network:

- Inglese: www.cgtn.com/ (sito con info), www.cgtn.com/tv (diretta +
singoli servizi registrati)

- Francese: www.francais.cgtn.com/home (sito con info),
www.francais.cgtn.com/channel (diretta + singoli servizi registrati)

- Castigliano: www.espanol.cgtn.com (sito con info),
www.espanol.cgtn.com/en-directo (diretta + singoli servizi registrati)

- Arabo: www.arabic.cgtn.com/home (sito con info),
www.arabic.cgtn.com/channel (diretta + singoli servizi registrati)

- Russo: ww.russian.cgtn.com/home (sito con info),
www.russian.cgtn.com/channel (diretta + singoli servizi registrati)

I link su indicati si riferiscono alle varie edizioni che dispongono
anche del servizio televisivo. Il solo servizio informativo (senza
televisione) è disponibile in più di venti lingue (compreso l'italiano:
www.italian.cgtn.com).

China Central Television (inglese): www.english.cctv.com/ (sito con
info), www.english.cctv.cn/live/ (diretta)

2. Repubblica di Cuba

Cubavisión Internacional
(castigliano):www.teveo.cu/live/video/AKDdWvMTYzfsfnNJ

Al momento, fuori da Cuba non è possibile vedere le altre 4 televisioni
della rete televisiva nazionale.

3. Repubblica Socialista del Vietnam

Vietnam Television (inglese): www.english.vtv.vn/ (sito con info).

Sul lato destro della prima pagina e in bella mostra si trova
direttamente il lettore della diretta.

Paesi che si oppongono alla Comunità Internazionale dei gruppi
imperialisti USA, sionisti, europei e loro associati o comunque
resistono alle sue pretese

1. Federazione Russa

RT International: www.rt.com (sito con info), www.rumble.com/c/RTNews e
www.odysee.com/@RT:fd (diretta + singoli servizi registrati)

- Francese: www.francais.rt.com/ (sito con info),
www.francais.rt.com/en-direct (usare il lettore di RT o quello della
piattaforma Odysee)

- Castigliano: www.actualidad.rt.com/ (sito con info),
www.actualidad.rt.com/en_vivo (diretta + singoli servizi registrati)

- Tedesco: www.de.rt.com/ (sito con info), www.de.rt.com/livetv/
(diretta + singoli servizi registrati)

- Serbocroato: www.rt.rs/ (sito con info), www.rt.rs/livetv/ (diretta +
singoli servizi registrati)

- Arabo: www.arabic.rt.com/ (sito con info), www.arabic.rt.com/live/
(diretta + singoli servizi registrati)

- Russo: www.russian.rt.com/ (solo sito con info)

- Portoghese: www.rtbrasil.com (solo sito con info per il momento)

A dicembre 2025 è stato attivato anche RT India
(www.rt.com/on-air/rt-india-air/ [13]), canale che trasmette sia
telegiornali, interviste e documentari prodotti in India sia
telegiornali e altri contenuti prodotti a Mosca.

_Un'avvertenza_. In Italia e negli altri paesi UE, tutti gli indirizzi
di RT sopra elencati non sono consultabili a causa della censura imposta
dalle autorità UE a partire dal febbraio 2022.

Per consultare i siti delle varie edizioni di RT è necessario usare il
programma di navigazione anonima TOR Browser.

Il (n)PCI promuove l'uso di TOR: al link
https://nuovopci.it/contatti/Istruzioni_Tor_Browser_23.08.2020.pdf sono
reperibili le istruzioni per il suo utilizzo.

2. Repubblica Islamica dell'Iran

HispanTV (castigliano): www.hispantv.com (sito con info),
www.hispantv.com/directo (diretta + singoli servizi registrati)

Press TV (inglese, francese):

- Inglese: www.presstv.ir (sito con info), www.presstv.ir/Live (diretta
+ singoli servizi registrati)

- Francese: www.french.presstv.ir (sito con info),
www.french.presstv.ir/live (diretta + singoli servizi registrati).

3. Repubblica Bolivariana del Venezuela

Venezolana de Televisión (castigliano): www.vtv.gob.ve/ (sito con info),
www.dailymotion.com/video/x930kre (diretta + singoli servizi registrati)


Telesur (castigliano): www.telesurtv.net (sito con info). Per accedere
alla diretta basta cliccare il pulsante EN VIVO, posizionato in alto al
centro della pagina.

4. Nicaragua

Canal 4 (castigliano): www.dailymotion.com/video/x7rwv8c (diretta).

5. Burkina Faso

Radiodiffusion Télévision du Burkina (francese):
www.rtb.bf/television-en-direct/ (diretta).

***

_Uno strumento di orientamento_. Per quanto riguarda la natura della
Repubblica Islamica dell'Iran e più in generale la resistenza
antimperialista dei popoli arabi e musulmani_, _riportiamo lo stralcio
dell'articolo di Umberto Campi_ __Lo sconvolgimento in corso_ [14],_
_pubblicato sulla rivista _Rapporti Sociali_ n. 34 nel gennaio 2004._
_Anche se scritto più di 20 anni fa, lo scritto è decisamente attuale
perché mostra bene la differenza tra la natura delle forze di matrice
islamica alla guida della resistenza contro la CI dei gruppi
imperialisti e il loro ruolo oggettivo, di cui i comunisti devono
avvalersi per la rinascita del movimento comunista e lo sviluppo della
seconda ondata mondiale della rivoluzione proletaria. Insegna a usare il
materialismo dialettico per comprendere la realtà e a ragionare in
termini di classe ed è un valido contributo anche alla lotta per
superare il legalitarismo che intralcia lo sviluppo del movimento di
trasformazione del paese.

-------------------------

I gruppi imperialisti non sono riusciti a pacificare l'Afghanistan
benché lì tutti i gruppi e Stati imperialisti ufficialmente collaborino
alla pacificazione. Tanto meno i gruppi imperialisti USA sono riusciti a
pacificare l'Iraq. Al contrario. Dopo la rapida occupazione
(marzo-aprile '03) e dopo che Bush il 1° maggio '03 proclamò la fine
della guerra, la resistenza non cessa di rafforzarsi ed estendersi.
Ancora meno pacificata è la Palestina. Qui l'unico vero alleato di cui
l'Amministrazione USA dispone nel mondo, lo Stato sionista di Israele,
non riesce a soffocare la seconda Intifada, sebbene abbia fatto e faccia
ricorso a forme di repressione di una ferocia tale da avere ormai
largamente superato quanto di peggio fecero i nazisti. La lotta
antimperialista dei tre paesi si inserisce sempre più nel più ampio
movimento rivoluzionario che interessa praticamente tutti i paesi arabi
e musulmani (dall'Estremo Oriente, al Medio Oriente, all'Africa del
Nord) e che ha già importanti ripercussioni anche nei territori
metropolitani dell'Europa e degli USA.

Per chi lo osserva superficialmente, senza senso della storia e dando
credito alla propaganda imperialista, è un movimento reazionario di
lotte contro i paesi imperialisti all'insegna della religione islamica e
del suo rinnovamento (fondamentalismo islamico). In realtà la sostanza
di quel movimento è l'esplosione della rivoluzione democratica in gran
parte dei paesi semicoloniali. Quindi è per alcuni aspetti connesso con
il malessere che serpeggia e ogni tanto qua e là esplode in America
Latina e in Africa.

I paesi focolai di questo movimento hanno in comune il fatto di essere
paesi con grandi tradizioni di civiltà (e questo basta a fare piazza
pulita di tutte le dicerie che legano la loro arretratezza attuale alla
religione islamica che esisteva anche quando questi paesi furono
all'avanguardia della civiltà mondiale) che l'imperialismo ha legato al
comune corso mondiale della storia e allo stesso tempo relegato
all'oppressione razziale e coloniale (nel ruolo di colonie e
semicolonie). I popoli della maggior parte di questi paesi hanno
partecipato attivamente e su gran scala alla lotta anticoloniale durante
la prima ondata della rivoluzione proletaria. In questi paesi
(Filippine, Indonesia, Malaisia, India e Pakistan, Afganistan, Iran,
Iraq, Turchia, Siria, Libano, Palestina, Emirati Arabi, Yemen, Egitto,
Sudan, Marocco) in quell'epoca si formarono forti partiti comunisti che
vi svolsero un ruolo politico importante. Le basi della società civile
feudale e semifeudale furono allora minate e sconvolte senza però essere
eliminate e sostituite [per comprendere meglio di che cosa si parla, è
utile rileggere il seguente passo di K. Marx, _Grundrisse_, che dà una
traccia della storia universale, a cui appartiene anche la storia dei
paesi arabi e musulmani.
"I rapporti di dipendenza personale (all'inizio su una base del tutto
naturale) sono stati le prime forme di società nelle quali la
produttività degli uomini si sviluppò soltanto in ambiti ristretti e in
punti isolati.
L'indipendenza personale fondata sulla dipendenza materiale (cioè da
cose, ndr) è la seconda forma importante di società (essa si ha nella
società mercantile-capitalista, con la sua alienazione delle capacità e
attività individuali che diventano semplici strumenti del capitale,
ndr). In essa giunge a costituirsi un sistema sociale di ricambio
generale, un sistema di relazioni universali, di bisogni universali e di
universali capacità.
La libera individualità fondata sullo sviluppo universale degli
individui e sulla subordinazione della loro produttività collettiva,
sociale (alla associazione degli individui, ndr), quale loro patrimonio
sociale, costituisce il terzo stadio (o forma di società, ndr).
Il secondo crea le condizioni del terzo"].

L'avvento dei revisionisti moderni alla direzione del movimento
comunista internazionale negli anni '50 ha impedito che il movimento
comunista sfruttasse i grandi successi raggiunti e superasse i suoi
limiti, che la prima ondata della rivoluzione proletaria compisse fino
in fondo il suo corso e, in questi paesi, che il movimento comunista
conducesse in porto la rivoluzione democratica nell'unica veste in cui
essa era possibile, come rivoluzione di nuova democrazia. [introdotta da
Lenin e Stalin e compiutamente elaborata da Mao Tse-tung, la teoria
della rivoluzione di nuova democrazia sostiene che nell'epoca
imperialista solo la classe operaia tramite il suo partito comunista può
guidare con successo le masse popolari dei paesi feudali a eliminare i
rapporti feudali e liberarsi dall'oppressione dell'imperialismo. La
borghesia nazionale partecipa a questa rivoluzione, ma non è capace di
dirigerla con successo: ha troppi legami con l'imperialismo e con le
classi feudali e ha già troppi contrasti con la classe operaia per
essere una classe di combattenti d'avanguardia per la rivoluzione
democratica].

I revisionisti moderni in questi paesi promossero e appoggiarono quella
che essi chiamarono "una via non capitalista di sviluppo". Di fatto essa
consisteva nel potere della borghesia burocratica [la borghesia
burocratica è costituita da dirigenti e funzionari del settore pubblico
dell'economia e da capitalisti le cui imprese nascono e si sviluppano
principalmente grazie all'opera dello Stato] con le sue velleità di uno
sviluppo economico e culturale autonomo dal sistema imperialista
mondiale grazie al sostegno dell'Unione Sovietica e del campo
socialista.

I più noti esponenti di questa "via non capitalista di sviluppo" sono
stati Sukarno (Indonesia), Nehru (India), Mossadeq (Iran), Kassem
(Iraq), Assad (Siria), Arafat (Palestina), Nasser (Egitto), Boumediène
(Algeria).

Contro questo corso delle cose gruppi e Stati imperialisti ebbero buon
gioco a mobilitare il clero e altri gruppi reazionari in funzione
anticomunista. E la monarchia wahabita dell'Arabia svolse in questo un
ruolo centrale, affine a quello svolto dal Vaticano nel mondo cristiano.
Da qui sono sorti gli attuali gruppi dirigenti del fondamentalismo
islamico. Per i gruppi imperialisti fu un'operazione analoga a quella
condotta in Europa, e in particolare in Italia, nel secondo dopoguerra:
fare del clero in generale e del Vaticano in particolare i dirigenti di
uno schieramento anticomunista con seguito tra le masse. Solo che la
natura semifeudale dei paesi arabi e musulmani e l'oppressione
semicoloniale cui erano sottoposti non permisero che le cose andassero
come sono andate in Europa. Vero che molti partiti comunisti vennero
sterminati (Filippine, Indonesia, Malaisia, Iran, Turchia, Iraq, Siria,
Egitto, Sudan, Marocco) e gli altri ridotti in un modo o nell'altro a
ruoli secondari. Ma le forze clericali per prendere in mano la direzione
delle masse popolari e conservarla hanno dovuto mettersi alla testa
della rivoluzione democratica antimperialista.

La seconda crisi generale del capitalismo, sopravvenuta negli anni '70,
ha portato con se la ricolonizzazione dei paesi semicoloniali e il loro
saccheggio (debito estero e poi privatizzazione delle risorse naturali,
del settore economico pubblico e dei servizi pubblici). Essa ha reso
quindi ancora più pressante e vincolante quel compito. Da antidoto al
movimento comunista, il clero musulmano ha dovuto diventare portavoce di
quella rivoluzione che il movimento comunista non aveva portato a
compimento. Da contraltare all'Organizzazione per la Liberazione della
Palestina, Hamas ad esempio è diventato promotore della lotta contro lo
Stato sionista di Israele. Ciò ha posto ai gruppi e agli Stati
imperialisti i problemi che sono diventati evidenti con la rivoluzione
iraniana del 1979 e che gli avvenimenti dell'11 settembre 2001 hanno
posto al centro del movimento politico mondiale: dallo stato d'assedio
negli USA, alla legislazione speciale antiterrorismo nella UE, alla
"guerra mondiale contro il terrorismo", all'aggressione dell'Afghanistan
e dell'Iraq, alla accelerazione dei contrasti tra gruppi e Stati
imperialisti, al riarmo generale e all'accelerazione della "eliminazione
delle conquiste" delle masse popolari dei paesi imperialisti.

Che si abbiano movimenti sociali la cui coscienza teorica, impersonata
dai rispettivi capi, è in contrasto con l'opera che effettivamente
compiono, non è cosa nuova nella storia delle società divise in classi.
Anche in Europa nei primi secoli del secondo millennio dopo Cristo i
primi movimenti borghesi nacquero come movimenti di riforme e
rinnovamento religiosi. Fu a proposito di questo fenomeno che Marx
affermò che non si deve valutare un movimento sociale da quello che esso
pensa di sé, ma da quello che è. Il ruolo assunto dalle donne nella
lotta contro i sionisti in Palestina, le diffuse denunce contro la
corruzione, la povertà e la disoccupazione, le opere di carità, di
assistenza sanitaria e di istruzione che il movimento fondamentalista
musulmano viene producendo sono elementi tra altri che rivelano la sua
natura più del fervore religioso dei suoi militanti. Né la connessione
tra i due aspetti è di causa e effetto, perché ferventi religiosi
c'erano anche quando essi si dedicavano ad altro che alle opere pie e
alla guerra a cui con fervore ed eroismo si dedicano oggi [del contrasto
tra teoria e pratica nei movimenti sociali delle classi oppresse, fino
all'esistenza, nello stesso movimento, di due diverse concezioni del
mondo (una dichiarata e ufficiale e l'altra individuabile analizzando la
pratica e che emerge esplicitamente solo in circostanze particolari) e
degli effetti di questa "coesistenza" si è occupato ripetutamente
Antonio Gramsci, tra l'altro nel suo _Quaderno del carcere_ n. 11 (vedi
_Quaderni del carcere_ - Edizione critica - Einaudi 1975 pagg. 1379,
1385, 1388-1389)]. È solo la rivoluzione socialista che per sua natura
richiede l'unità di teoria e pratica almeno al livello del partito
comunista che la dirige.

Ciò che a noi comunisti pone un problema teorico è il contrasto tra
questa rivoluzione democratica antimperialista diretta dal clero
musulmano e la nostra teoria della rivoluzione di nuova democrazia. A
questo problema teorico sono strettamente legati, per chi non procede
empiricamente, i problemi politici 1. del nostro atteggiamento verso la
rivoluzione democratica antimperialista dei paesi arabi e musulmani e 2.
degli sviluppi possibili, degli esiti di questa rivoluzione. Sono
problemi che il movimento comunista, per portare avanti la sua
rinascita, deve risolvere sia in termini teorici che politici stando sul
terreno suo proprio della lotta per il comunismo, onde evitare di fare
una politica empirista a rimorchio ora dei gruppi imperialisti ora del
clero musulmano.

A me pare che la nostra posizione debba riassumersi nei seguenti punti.

A. Il clero musulmano fautore di una riforma religiosa ha preso la
direzione della rivoluzione democratica dei paesi arabi e musulmani
principalmente a causa della decadenza del movimento comunista
internazionale (prodotto dell'avvento dei revisionisti moderni alla sua
direzione) e secondariamente grazie all'appoggio che i gruppi
imperialisti gli hanno fornito per costruire un baluardo contro il
comunismo.

B. Le tradizioni possono costituire una base sufficiente - ed è già
avvenuto in più casi - per mobilitare le masse popolari a compiere
azioni eroiche fino al martirio nella lotta contro l'imperialismo, come
le imprese gloriose che sono in questo periodo compiute da tanti
combattenti arabi e musulmani. Ma difficilmente, salvo che per il
concorso di circostanze eccezionali interne e internazionali, hanno la
forza necessaria per guidare una rivoluzione vittoriosa.

C. L'ordinamento sociale che il clero musulmano contrappone al
capitalismo è una ripetizione di quello che i movimenti clericali
europei contrapponevano alla borghesia nascente e testimonia il legame
del clero riformatore con i rapporti sociali che la rivoluzione
democratica deve eliminare: i ricchi devono moderare i loro appetiti e
praticare l'elemosina, la beneficenza; l'assistenza ai poveri, agli
orfani e alle vedove è un obbligo morale universale; il denaro bisogna
prestarlo senza chiedere interesse; ecc. Insomma niente che possa creare
un ordinamento sociale che vada oltre il capitalismo.

D. Per quanto sopra detto e per i suoi residui legami con
l'imperialismo, il clero musulmano non potrà condurre fino in fondo la
rivoluzione democratica. Anche l'esempio dell'Iran lo conferma. Se la
rinascita del movimento comunista avanza, questo prenderà quindi la
direzione della rivoluzione democratica perché esso invece è portatore
di un ordine sociale superiore.

E. I comunisti devono appoggiare la rivoluzione democratica
antimperialista dei paesi arabi e musulmani. Non solo perché è
antimperialista, ma anche perché è democratica. Questo non vuol dire
appoggiare il clero musulmano e cercare tra esso i nostri interlocutori.
Vuol dire praticare apertamente l'alleanza e il sostegno dirigendo in
tal senso le forze che i comunisti mobilitano e dirigono (quindi ad es.
la solidarietà con i combattenti arabi e musulmani contro la
persecuzione delle autorità dei paesi imperialisti, l'unità d'azione
contro le aggressioni, ecc.). Il clero musulmano in generale rifiuterà
la solidarietà, l'unità d'azione, ecc., perché è anticomunista, ma le
masse popolari arabe e musulmane le apprezzeranno sempre più man mano
che il movimento comunista ridiventerà una potenza mondiale, che le
esitazioni e le difficoltà del clero nel dirigere una rivoluzione
democratica antimperialista diventeranno evidenti.

F. Alle masse popolari dei paesi imperialisti noi dobbiamo dire che i
gruppi imperialisti le stanno trascinando in una impresa criminale e
senza prospettive, che in più trasforma anche i nostri paesi in campi di
battaglia. Che la borghesia imperialista non è in grado di evitare che
la guerra di sterminio che essa porta contro i popoli dei paesi arabi e
musulmani, venga riportata nei nostri paesi. Che l'unico modo di
impedirlo è unirsi contro la borghesia imperialista per porre fine
all'ordinamento sociale che essa difende e impone con ogni mezzo ma che
è l'unico ostacolo che impedisce alle masse popolari dei paesi
imperialisti come alle masse popolari dei paesi oppressi di soddisfare
le proprie aspirazioni di benessere, di civiltà e di pace.

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https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/26/media-occidentali-iran-israele-propaganda-notizie/8336540/
[9]
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