Re: [Aisa.circuli] Fwd: [nexa] Cappelluti, "Chiha paura de…

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Autor: 380°
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Para: aisa.circuli
Assunto: Re: [Aisa.circuli] Fwd: [nexa] Cappelluti, "Chiha paura della libertà? Lo Scudo europeo per la democrazia e la deriva autoimmune dell’UE" (prima parte)ROARS
Buongiorno,

On 2026-03-07, Maria Chiara Pievatolo via Aisa.circuli wrote:

> On 3/6/26 16:26, Vigni, Roberta wrote:


[...]

>> * Launching a dedicated Stakeholder Platform bringing together independent
>> actors like civil society organisations, think tanks, *researchers,
>> academia,* fact-checkers and media organisations to support the
>> dissemination of research and other outputs and encourage exchange among
>> different stakeholders, providing knowledge and insights to work with
>> Member States in the Centre .
>
> Messo così sembra un innocente forum di incontri e discussione - se non
> si va a vedere il contesto, che è qui:
>
> https://enlargement.ec.europa.eu/news/new-european-centre-democratic-resilience-starts-its-work-2026-02-24_en
>
> Vi si legge che:
>
> "we will level up our collective capacity to counter **foreign**
> information manipulation and disinformation"


Per la precisione, la "dedicated Stakeholder Platform" segnalata da Roberta Vigni è una delle "priority areas":

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* Developing tools to support resilient elections, including by bringing together relevant existing EUrules, soft measures and tools for Member States that help address Foreign InformationManipulation and Interference (FIMI) and disinformation campaigns targeting electoral processes in the Member States.

* An EU Blueprint to counter FIMI and disinformation intended to support preparedness and helpto build capacities across the Union.

* Launching a dedicated Stakeholder Platform bringing together independent actors like civil society organisations, think tanks, researchers, academia, fact-checkers and media organisations tosupport the dissemination of research and other outputs and encourage exchange among different stakeholders, providing knowledge and insights to work with Member States in the Centre.

* Fostering capacity building and mutual learning, including sharing of expertise and best practices, enabling Member States with advanced experience in countering FIMI and strengthening democratic resilience to support others, raising the overall level of preparedness across the EU.

* Identifying adequate modalities of cooperation with EU candidate countries and potential candidates in the framework of the Centre, to ensure a mutually beneficial cooperation.

* explore various models for involving citizens in our efforts to protect democracy, building on the valuable experience developed in many Member States. The Commission will support this reflection by organising this year two citizens panels, on preparedness and on building democratic resilience.

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il cui combinato disposto, al netto delle /patetiche/ scuse addotte, non è nient'altro che la censura del dibattito pubblico - partecipa _solo_ chi è /compliant/ - e la _criminalizzazione_ del dissenso. Punto.

La parte che fa più schifo di tutte è l'ultimo punto, il solito "participation washing" per far credere che i cittadini contino davvero qualcosa invece di servire solo come "carne da crocetta sulla scheda", scheda il cui contenuto ovviamente è deciso dagli amministratori... le cui politiche sono paraltro /celate/ (nerettate, per la precisione) rispetto a quelle /pubblicate/ in chiaro.

> Questa formulazione suggerisce che il problema non sia la manipolazione
> e la disinformazione in generale, ma solo quella "foreign".


Già perché la disinformazione la fanno solo "gli altri"

[...]

> Un aut aut troppo netto? Forse sì


No: è ormai fin troppo evidente che la /praxis/ politica occidentale ha come unico scopo il "pervertimento del bene" [1], cioè il male. Non saprei come sintetizzarlo meglio.

> ma per farmi cambiare idea l'EU
> dovrebbe rispondere non elusivamente a questa domanda:
>
> perché istruzione pubblica universale, libertà dell'uso pubblico della
> ragione, scienza aperta (ma nel senso di libera) e una seria politica
> antitrust non sarebbero sufficienti?


Risposta (sotto l'effetto del siero della verità): perché «i cittadini [sono] come tanti Cappuccetto Rosso nella foresta digitale, pronti a essere sbranati “dal Lupo Cattivo delle fake news o degli algoritmi prefabbricati”,fragili e suggestionabili dai manipolatori dell’informazione, escludendo – beninteso – i media mainstream, la tv e i quotidiani» (cit.)

> Come dovremmo trattare, per esempio, il concetto di "abuso del diritto
> internazionale" espresso da questa signora
>
> https://www.avvenire.it/politica/intervista-a-metsola-lescalation-in-iran-va-fermata-subito-serve-uneuropa-piu-forte_105398


Per chiarezza, l'abuso sarebbe questo:

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La presidente del Parlamento Ue: «Il diritto internazionale è la pietra fondante, ma bisogna evitare di abusarne per giustificare un regime tirannico che uccide la sua gente»

Il diritto internazionale è sacro, ma non si può usare per difendere e giustificare una dittatura sanguinaria come l’Iran, che uccide la propria gente e destabilizza l’intera regione.

Sono certa che molti ne discuteranno. Per il Parlamento Europeo il diritto internazionale è la pietra fondante, ma bisogna evitare di abusarne per giustificare un regime tirannico che uccide la sua gente, destabilizza la regione con i suoi “vassalli”, rifornisce la Russia di droni contro l’Ucraina e costituisce una minaccia globale. Se il regime iraniano rispettasse il diritto internazionale come lo facciamo noi, il popolo iraniano sarebbe libero, Jina Masha Amini sarebbe viva, il terrore non avrebbe regnato in Iran per quasi 50 anni. E l’Europa e gli Stati del Golfo non dovrebbero affrontare attacchi indiscriminati.

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> ?
> 1. Lo lasciamo passare perché non è "foreign"?
> 2. Lo censuriamo preventivamente?
> 3. Imponiamo alle piattaforme proprietarie un algoritmo che associ
> "diritto internazionale" al V articolo preliminare della Pace perpetua
> (https://btfp.sp.unipi.it/dida/kant_7/ar01s11.xhtml#cinqueprelcom)? (*)


oppure:

1. lo chiamiamo come deve essere chiamato: _neolingua_; 1984 di George Orwell è un romanzo storico, mica fantascenza distopica.

2. rispondiamo con l'incommensurabile copertina numero 10 dell'8 Aprile 1991 del settimanale Cuore: «Dopo un giro di consultazioni, la nostra serena analisi:...» [2]

> A presto,
> MCP
>
> (*) anche se Kant, se fosse vivo oggi, sarebbe un abitante di Kaliningrad, e dunque "foreign".


Chissà se Kant se la sarebbe fatta una bella risata alla faccia delle dichiarazioni di Mestola di cui sopra...

...e sì, _this_ is Karmageddon.

Resistere, resistere, resistere.


[1] https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-il-bene-e-il-male
(con il codicillo, formulato da Ivan Illich, corruptio optimi pexima, «non vi è nulla di peggio di un bene corrotto»).

[2] https://archive.is/74EVE


P.S.: un giorno finalmente potremo tornare (iniziare?) a parlare seriamente di _contenuti_, una volta sistemati i _metodi_; quindi anche di scienza, l'unica che esiste: quella libera.

«La primavera intanto tarda ad arrivare» (cit.)

--
380° (lost in /traslation/)

«Welcome to the chaos of the times
If you go left and I go right
Pray we make it out alive
This is Karmageddon»