Comunicato sindacale e radio stampa (ai sensi artt. 1, 14, 15, 25 S.L. e art. 21 Cost.) grazie
La solidarietà è doverosa, sia al personale medico, infermieristico e socio sanitario che opera nelle strutture pubbliche, per quel poco di "sanità pubblica" rimasta, sia delle persone che si trovano coinvolte in quanto utenti e pazienti.
Come sanno le persone che ci lavorano in questo variegato ambito, LA QUESTIONE DELLE IDONEITA' 8o della inidoneità) allo spostamento (ma si dovrebbe chiamare deportazione) di immigrati verso i CPR, o verso il rimpatrio) è di NATUA ESCLUSIVAMENTE MEDICA E SANITARIA, SULLA BASE DI ACCERTAMENTI RIGOROSI DI NATURA DIAGNOSTICA E SANITARIA, con precise procedure amministrative e sanitarie. NON E' DI PROVVEDIMENTO DA ORDINE PUBBLICO, O DA ESTERNAZIONI POLITICANTI CHE CHIEDONO IL "PUGNO DURO", ipotizzando presunti certificati medici e attestazione fasulle, per evitare le procedure di spostamento e trasporto, verso i CPR O VERSO IL RIMPATRIO NEL PAESE DI ORGINE, di immigrati-e.
Nè è pensabile che si possano dare prevalenza, nei metodi di accertamento dello STATO DI SALUTE, dei pazienti, DI QUALSIASI ETNIA O NAZIONALITA', una volta presi in carico per le dovute attestazioni e verifiche medico sanitarie, a condizioni che ledano la dignità e la riservatezza in caso di dati sensibili, anche in presenza di apertura di fascicoli di indagine preliminare, non dunque in presenza di flagranza di reato o di acquisizione di atti probatori, verso ipotesi tutte ancora da accertare, nel caso in questione (sono stati indagati 6 persone tra medici e infermieri, per questo fascicolo di indagine dei PM su presunti illeciti e certificati medici falsi, per dichiarare lo stato di intrasportabilità e di spostamento di persone dal reparto malattie infettive dell'ospedale di Ravenna, su utenti e pazienti immigrati "irregolari", quindi per bloccare secondo i pm inquirenti, la procedure di avvio ai CPR e al rimpatrio o lo spostamento in...Albania...).
I METODI USATI PER L'ACQUISIZIONE DI DATI INFORMATICI E DELLA CATENA DI CERTIFICAZIONI, SECONDO LE NOSTRE ATTUALI REGOLE DI PROCEDURA PENALE, MAI DEVONO METTERE A RISCHIO LA SALUTE DELLE PERSONE E LA DIGNITA' DEGLI UTENTI-PAZIENTI E MEN CHE MAI LA REPUTAZIONE, ONORE E DIGNITA' PROFESSIONALE DI CHI STA LAVORANDO, PER GARANTIRE IL DIRITTO ALLA SALUTE e, nel caso di specie, la possibile situazione di carenza di cura e assistenza e l'eliminazione, a scpo preventivo, di fattori di rischio in caso di malattie infettive, di contagio e propagazione...
poi se le indagini faranno il loro corso regolarmente e nel rispetto delle garanzie procedurali e processuali, SENZA PREGIUDIZIALI IDEOLOGICHE come espresse dal vice premier Salvini, che invoca la massima durezza e la tolleranza zero, nel senso di accertare irregolarità professionali e illeciti disciplinari, si faranno i passo dovuti, ma sempre seguendo le nostre procedure e norme, applicate in senso rigoroso e logico-funzionale, ancora siamo nello STATO DI DIRITTO E NON NELLO STATO DI POLIZIA, come piacerebbe a certi potenti attuali al governo, trasformando condotte e modalità di comportamento in fattispecie di reato al posto dei FATTI e con le dovute garanzie e diritto di difesa, principi della COSTITUZIONE IN VIGORE, repubblicana e antifascista, sia per gli utenti pure se immigrati irregolari o presunti tli, sia per coloro che lavorano ogni giorno per garantire, nelle strutture ospedaliere e sanitarie del SSN e regionale.
Come Confederazione sindacale nazionale USI fondata nel 1912 e ricostituita in sigla USI 1912 e come Usicons aps, siamo solidali con le iniziative popolari del flash mob che sarà fatto lunedì 16 febbraio 2026, presso l'ospedale civile di Ravenna al reparto di malattie infettive, atto simbolico di 10 minuti per solidarietà a chi lavora e all'utenza, trattata non da paziente in carico, ma da presunto "criminale", per ribadire la dignità delle persone e il rispetto del lavoro di PREVENZIONE, ASSISTENZA, CURA ED ELIMINAZIONE DEI FATTORI DI RISCHIO E PERICOLO, per le patologie che sono in fase di accertamento sanitario e di intervento, anche per la SAUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO E SUL TERRITORIO DI RAVENNA, con l'auspicio che LA VERITA' E LA GIUSTIZIA siano garantite, senza influenze mediatiche e politicanti esterne, che possano inquinare o dare segnali di ingiustizia sociale e di una vera mala-sanità mascherata da ordine pubblico.
LA SALUTE NON E' UNA MERCE, LA SICUREZZA NON E' UN COSTO MA UN DIRITTO E CHI LAVORA PER LA SANITA' PUBBLICA, POPOLARE E DI MASSA, PER IL LAVORO DI CURA E ASSISTENZA E DI PREVENZIONE DALLO "STATO DI MALATTIA", PER IL BENESSERE COMUNE E SOCIALE, VA FATTO LAVORRE IN SERENITA'.
ORA E SEMPRE, RESISTENZA ATTIVA, il 21 febbraio alle 10.30 via Stefano Infessura 12/c Roma, riunione pubblica cittadina per prosecuzione iniziative di sensibilizzazione e social corner da costruire dal basso al Policlinico Umberto I e a Università di Roma 3, per RILANCIO SERIVIZI SOCIO SANITARI-ASSISTENZIALI E DI INCLUSIONE SOCIALE PUBBLICI, PER LA ri-pubblicizzazione di servizi strategici e l'assorbimento di chi ci lavora ...PER IL CONTRASTO ALLA PRECARIETA' LAVORATIVA E DI VITA, di chi lavora nelle strutture sanitarie, nelle UNIVERSITA' ED ENTI DI RICERCA, nei servizi scolastico educativi esternalizzati.
Usi 1912 e Usicons aps
Il 14/02/2026 20:35 CET sicobas FunzionePubblicaeSanità <funzionepubblicaesanitasicobas@???> ha scritto:
UN ATTO GRAVISSIMO!
DA RISPEDIRE AL MITTENTE CON LA LOTTA!
SOLIDARIETÀ AL FRATELLO IMMIGRATO E AGLI OPERATORI/TRICI SANITARIE IN SERVIZIO PRESSO L’OSPEDALE DI RAVENNA!
Con questo comunicato ci associamo e solidarizziamo con i lavoratori e lavoratrici del reparto ospiti infettivi dell’ospedale di Ravenna che hanno subito, con operato arbitrario delle forze dell’ordine all’interno del luogo di lavoro, un vero atto che lede il ruolo imprescindibile di dare riscontri e indicazioni che vadano al di fuori del piano amministrativo e siano opera di tutela alla salute della persona.
Agendo impuniti, i tutori dell’ordine, hanno proceduto alla perquisizione di atti medici relativi a un ospite immigrato nel corso della normale attività di prestazione di cura del servizio ospedaliero stesso.
Come Si cobas F.P riteniamo sia legittima la presa di posizione immediata dei lavoratori/trici del presidio e riteniamo perdipiu essere completamente solidali nei confronti del cittadino immigrato vittima di tale procedimento, riconoscendo che nei due casi vi sia la sola volontà da parte delle istituzioni in questione, quella di reprimere!
Il si cobas FP crede fortemente che Sostituire questa pratica con quella dell’accoglienza e cura, propria di noi lavoratori/trici del comparto, è un dovere anche per arginare e collettivizzare la solidarietà fra proletari/ie colpiti dalle politiche discriminatorie e repressive del sistema capitalista che sfrutta, affama e guadagna sia nei luoghi di lavoro che nei paesi depredati dalla sua sete di profitto da cui fuggono i nostri fratelli e sorelle!
La mano e la regia sono le stesse!
Il Si cobas crede che sia anche necessario essere più incisivi nelle pratiche e chiede ai lavoratori e lavoratrici di venire fuori dalle solite logiche di pompieraggio ordite dai sindacati padronali e di categoria e di tornare a pratiche di lotta dirette per rispondere colpo su colpo alla minaccia connessa a questi atti vili che colpiscono tutti e tutte!
In un ottica di economia di guerra bisogna ribadire che Gli ospedali e i servizi sanitari e socio assistenziali non sono terreno di battaglia per i vostri eserciti e le vostre divise!
NON vogliamo la militarizzazione della società e dei luoghi di lavoro!
Alla repressione si risponde con la lotta!
Uniti nella lotta e nella solidarietà!
Tocca uno, tocca tutti e tutte!
S.I COBAS F.P
ARTICOLO DI RIFERIMENTO:
https://nursetimes.org/perquisizioni-reparto-infettivologia-ravenna-simedet-esprime-preoccupazione-e-difende-lautonomia-clinica-dei-medici?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook&fbclid=IwZnRzaAP9o6lleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAo2NjI4NTY4Mzc5AAEeqLBONm7UwSYNjWVUXCWwrnbNvy_BARB1TWz-dVYB1ZvfGvpGiTZx-vjIJ2A_aem_EyPEXk_SBehJ_gh-4SwF2g