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Comunicato CC 03/2026 - 7 febbraio 2026
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RIBELLARSI È GIUSTO!
NON CI PUÒ ESSERE PACE SOCIALE NELLA MISERIA E NELL’OPPRESSIONE!
TUTTO CIÒ CHE È CONFORME AGLI INTERESSI DELLE MASSE POPOLARI È GIUSTO E
LEGITTIMO, ANCHE SE È ILLEGALE PER LE LEGGI E NORME DELLA CLASSE
DOMINANTE!
Il governo Meloni è il governo più autorevole che i vertici della
Repubblica Pontificia sono riusciti a mettere insieme ed è anche il
governo più reazionario (contro le masse popolari) e più autoritario di
quelli che lo hanno preceduto. Dalla repressione delle manifestazioni di
piazza al divieto di organizzazione e di manifestazione sindacale, dalle
infiltrazioni e campagne mediatiche contro organismi politici, sindacali
e popolari alle intimidazioni e cariche di polizia contro cortei e
presidi, dai fogli di via e fermi preventivi agli arresti e
perquisizioni contro i sostenitori della Resistenza palestinese, dalla
militarizzazione dei territori al maggiore attivismo di Carabinieri,
Guardia di Finanza e Forze Armate: il governo Meloni e i suoi padrini
fanno ricorso su scala crescente alla repressione per mantenere il loro
ordine pubblico, che per la classe dominante significa sostanzialmente
tenere sottomesse le masse. Che il paese vada a pezzi tra frane e
cicloni, che milioni di uomini e donne siano senza lavoro dignitoso e
senza un ruolo nella società, che ogni giorno ci siano tre e più
lavoratori uccisi sul posto di lavoro sono tutti effetti collaterali
dell'ordine della borghesia imperialista!
In questo contesto si inseriscono i fermi, arresti, denunce, fogli di
via, perquisizioni, posti di blocco, identificazioni di massa, minacce e
abusi che hanno preceduto, durante tutto il mese di gennaio, la
manifestazione del 31 gennaio scorso "Torino è partigiana!" in difesa
del centro sociale Askatasuna e degli spazi sociali sotto attacco da
parte del governo Meloni e degli esecutori materiali della sua volontà:
la procura di Torino, in cui spicca la nuova esponente della mafia del
TAV Lucia Musti [7], il sindaco di Torino Stefano Lo Russo (PD) e il
loro codazzo di questurini.
Nonostante l'opera di "prevenzione" del governo Meloni, le minacce e il
terrorismo mediatico, il corteo nazionale contro lo sgombero di
Askatasuna è stato un successo e la piazza di Torino è stata tutt'altro
che docile e impaurita: non si è solo difesa dalla polizia e dalle
provocazioni del governo che da mesi tenta di sedare la mobilitazione
popolare, ma ha contrattaccato con l'obiettivo di riconquistare lo
spazio sociale sgomberato e alzare il tono della mobilitazione popolare.
In poche parole, di rispondere a tono alla guerra che i vertici della
Repubblica Pontificia stanno conducendo contro le masse popolari del
nostro paese. Una risposta legittima, anzi necessaria e che ha
dimostrato che è possibile scendere in piazza e non solo difendersi, ma
anche contrattaccare!
La gran caciara sulle martellate ricevute a Torino dal celerino
Alessandro Calista del II Reparto Mobile di Padova, la canea mediatica
volta a colpevolizzare, mettendo nero su bianco volti, nomi e cognomi di
alcuni presunti partecipanti alla manifestazione, lo sceneggiato
televisivo messo in campo dalla Questura di Torino e dal Ministero degli
Interni con la visita di Meloni agli agenti feriti (mentre si è ben
guardata dall'andare a Niscemi a stringere la mano alle persone sfollate
per via della frana!) mirano ad oscurare la reale gestione della piazza
da parte dei reparti di Polizia mobilitati a Torino. Su di essa
_infoaut.org_ ha pubblicato un breve dossier [8]: pestaggi e violenze di
ogni genere, utilizzo di spranghe di ferro, fermi e arresti tra i feriti
in ospedale, lancio di lacrimogeni ad altezza d'uomo con l'intento di
ferire i manifestanti, omissione di soccorso ai feriti. Mirano inoltre a
giustificare e creare consenso attorno all'ulteriore stretta repressiva
che il governo Meloni aveva già in cantiere e a forzare il polo PD delle
Larghe Intese a sostenere altri Decreti Sicurezza, in continuità con il
progetto di Maurizio Gasparri e Graziano Delrio [9] di perseguitare chi
oggi è attivo sul fronte della solidarietà con il popolo palestinese.
Infine, la gran caciara messa in campo dalla stampa di regime fa il paio
1. con la campagna mediatica scatenata subito dopo la manifestazione
nazionale del 29 settembre scorso prendendo a pretesto le giuste e
legittime azioni di lotta a Torino (irruzione nella sede torinese del
gruppo GEDI e di _La Stampa_) e a Roma (realizzazione di una scritta
antisionista sulle mura della sinagoga di Monteverde, punto di ritrovo
di sionisti), 2. con gli arresti di Hannoun, Mohamed Shahin e altri
esponenti del movimento di solidarietà con il popolo palestinese, 3. con
le multe e altre iniziative repressive che via via stanno pervenendo a
molti di coloro che hanno partecipato alle mobilitazioni che hanno
attraversato il paese a partire dal 22 settembre 2025.
In realtà tutto ciò dimostra soltanto che i vertici della Repubblica
Pontificia e il loro governo hanno paura della ribellione delle masse
popolari, a maggior ragione se questa ribellione si organizza, si
diffonde e si sviluppa in quantità e qualità.
LE FORME DI RIBELLIONE SONO TANTO PIÙ GIUSTE QUANTO PIÙ SONO EFFICACI
PER ELIMINARE L’ORDINE SOCIALE CHE CI OPPRIME!
Il vecchio ordine sociale si disgrega. Aumenta infatti la massa della
popolazione che l'attuale ordine caccia ai margini della società e
aumenta la parte della popolazione che si ribella e si mobilita contro
questo ordine. La ribellione dilaga e dilagherà sempre più forte. A
questo la borghesia oppone (non può fare altro che opporre) i suoi
strumenti di repressione.
Gli esponenti più criminali della borghesia e del clero cercano perfino
di mobilitare una parte delle masse popolari (quelli che stanno meglio e
i settori più arretrati) contro quelli che si ribellano al loro ordine.
Sono gli scimmiottatori del fascismo di varia estrazione, quelli che
parlano di "remigrazione" e di perseguitare i "maranza" anziché
affrontare le cause dell'immigrazione di massa e dello sbando dei
giovani. I protagonisti del teatrino politico della Repubblica
Pontificia (dal polo PD al polo Meloni) litigano tra loro, ma convergono
nel cercare di eliminare per legge e di fatto le libertà democratiche
conquistate con la Resistenza degli anni 1943-1945. Sostenere che la
risposta di piazza alla violenza padronale e di Stato non fa che
diminuire ancora di più le libertà delle masse significa quindi lavorare
per il nemico. In realtà il modo principale di difendere le libertà
delle masse è praticarle, infrangere gli ordini e i divieti delle
autorità della Repubblica Pontificia. Le loro imprecazioni contro i
ribelli vanno rispedite al mittente: un governo che tutela un ordine
sociale che non assicura a tutti un posto dignitoso in cui vivere, un
lavoro utile e sicuro, i beni e servizi necessari per una vita
dignitosa, l'accesso di tutti al patrimonio culturale, non ha alcuna
legittimità, non solo morale ma neanche ai termini della Costituzione
strappata dalla Resistenza.
Chi predica contro la ribellione e condanna la ribellione a fronte
dell'opera criminale che i vertici della Repubblica Pontificia compiono
contro le masse popolari del nostro paese, a fronte della loro guerra
contro la classe operaia e il resto delle masse popolari condotta con la
corsa al riarmo, la propaganda e l'economia di guerra, la devastazione
ambientale, la speculazione, l'emarginazione sociale e le violenze
poliziesche, lavora a favore della classe dominante, confluisce e
collabora con i difensori dell'ordine borghese: con i servi di Meloni e
della Repubblica Pontificia.
ESTENDERE LA RIBELLIONE CONTRO MELONI E SOCI! ORGANIZZARLA! FINALIZZARLA
A RENDERE INGOVERNABILE IL PAESE FINO A CACCIARE IL GOVERNO MELONI E
SOSTITUIRLO CON UN GOVERNO DECISO E CAPACE DI ATTUARE DECRETI SICUREZZA
CHE RIMETTANO IN SESTO IL PAESE!
Meloni e i suoi soci estendono a tutto il paese un ordine fatto di
obbedienza alla NATO, ai sionisti [10] e all'UE, un ordine di miseria e
guerra crescenti. Solo la mobilitazione delle masse popolari può
impedirglielo. Bisogna cacciare il governo Meloni e sostituirlo con un
governo di emergenza delle masse popolari organizzate [11], composto da
persone che godono della loro fiducia e imposto rendendo il paese
ingovernabile alle autorità della classe dominante. Solo un governo così
può adottare e attuare una politica dell'ordine pubblico che non sia il
tentativo di imporre la pace sociale nella miseria e nell'oppressione.
Assegnare a ogni adulto un lavoro socialmente utile e assicurare a ogni
persona i mezzi necessari per vivere, obbligare ogni azienda di
sottoporre al ministero i suoi piani industriali e bloccare lo
smantellamento dell'apparato produttivo, piano generale di bonifiche dei
siti inquinati e di interventi per rimediare al dissesto idrogeologico,
estendere l'azione dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro (aumentando il
numero di ispettori per ispezionare da cima a fondo capannoni, cantieri,
uffici, macchinari) ed estendere e rafforzare l'azione dei
Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), delle
Rappresentanze Sindacali Aziendali (RSA) e delle Rappresentanze
Sindacali Unitarie (RSU) affinché controllino l'operato dell'Ispettorato
Nazionale del Lavoro e collaborino con gli ispettori per far sì che i
controlli siano periodici e adeguati e venga diffusa la cultura della
sicurezza sul lavoro tra i lavoratori; assunzioni di personale negli
ospedali pubblici che elimini le liste di attesa e assicuri a tutta la
popolazione le cure e i medicinali di cui necessitano e ripristino della
medicina di base; piano generale di bonifiche dei siti inquinati e di
interventi per rimediare al dissesto idrogeologico, ecc.: questi sono i
Decreti Sicurezza che servono alle masse popolari e rimettono in sesto
il nostro paese!
Non dobbiamo spaventarci del disordine: per le masse popolari non c'è
niente di peggio dell'ordine di miseria, di precarietà e di guerra che
la borghesia e il clero cercano di imporre, giorno dopo giorno, con la
loro attività criminale. Quando un ordine sociale è ingiusto, il
disordine è il primo passo per creare un ordine sociale giusto.
Solidarietà con tutti i membri delle masse popolari bersaglio delle
autorità borghesi e delle forze del loro ordine!
Viva la manifestazione "Torino è partigiana!" del 31 gennaio a Torino:
facciamo ricadere addosso al governo Meloni e alle Larghe Intese il
macigno che hanno sollevato contro Askatasuna e il movimento cittadino
torinese!
Rendere ingovernabile il paese al governo Meloni e ad ogni altro governo
delle Larghe Intese e imporre un governo d'emergenza popolare!
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ISTRUZIONI E CONSIGLI PER L’USO DI TAILS [14]
Links:
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https://nuovopci.it/voce/voce81/La_Voce_81.pdf
[5]
https://nuovopci.it/voce/comunicati/com2026/com03-26/Com.CC_03_2026_Manifestazione_31_gennaio_e_Decreti_Sicurezza_che_servono_alle_masse.odt
[6]
https://nuovopci.it/voce/comunicati/com2026/com03-26/Com.CC_03_2026_Manifestazione_31_gennaio_e_Decreti_Sicurezza_che_servono_alle_masse.doc
[7]
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[8]
https://www.infoaut.org/approfondimenti/dossier-il-vero-volto-del-governo-nella-gestione-dellordine
[9]
https://www.msn.com/it-it/notizie/politica/antisemitismo-delrio-partecipa-all-evento-promosso-da-gasparri-cos%C3%AC-diventa-bestia-nera-dei-propal/ar-AA1V3LGS
[10]
https://nuovopci.it/dfa/lista_sionisti/Lista_agenti_sionisti.html
[11]
https://nuovopci.it/dfa/avvnav07.html
[12]
https://nuovopci.it/voce/adesivi/Adesivi_15-11-2025/Agenti_sionisti.pdf
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