[ Flynets-Lab ] Parole che Pesaro

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Author: Flynets HACKtivist Newsletter
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To: Flynets Lab
Subject: [ Flynets-Lab ] Parole che Pesaro
Un disagio personale Parole che Pesaro
<http://www.apogeonline.com/webzine/2015/09/16/parole-che-pesaro>

di Lucio Bragagnolo <http://www.apogeonline.com/webzine/autore/loox>

Un’amministrazione comunale abbandona il software libero per tornare a
quello chiuso. Perché? Perché… fa niente. Per chi?

Nonostante la normativa più volte citata,
<http://www.apogeonline.com/webzine/2014/01/15/se-non-basta-la-legge-ecco-pronte-le-linee-guida>
che obbliga la pubblica amministrazione a preferire il software libero, si
verificano ancora casi come Pesaro, dove il Comune – che aveva adottato
OpenOffice – ha fatto marcia indietro.

La cronaca dei fatti è cosa nota che non vale la pena di ripetere e per la
quale rimando sia al *whitepaper* dell’Osservatorio Netics sull’esperienza
del Comune di Pesaro vista con gli occhi di Microsoft
<http://www.netics.it/wp-content/uploads/2015/08/Italy-WP-Comune-Pesaro-Collaborazione-Final.pdf>
sia alle controdeduzioni <http://www.techeconomy.it/tag/comune-di-pesaro/>
di chi ha approfondito il whitepaper.

Mi interessa di più un risvolto umano della vicenda, quello dell’Ingegnere
Stefano Bruscoli, Responsabile Sistemi Informativi e Statistica del Comune
di Pesaro, che ha condiviso informazioni e dati utili all’elaborazione del
whitepaper. E anche dichiarazioni, citate nel documento, come questa:

Se un CIO con la sua struttura non sa cogliere le novità e rapportarsi con
esse, penso che non faccia bene il proprio lavoro. […] Il prossimo passo
sarà quello di rinnovare la rete interna e il parco macchine, decisamente
datato.

Dal che si capisce immediatamente che uno dei problemi riscontrati con
OpenOffice nel whitepaper era l’arretratezza del parco macchine e della
rete interna. Difficile credere che il passaggio a Office 365 abbia risolto
questo problema. Sentiamo ancora Bruscoli, rispetto alle criticità
riscontrate nell’uso di OpenOffice:

Per la divisione IT un notevole aumento, almeno nella fase iniziale, delle
richieste di help-desk. Per i sistemisti, cercare di risolvere le clamorose
lentezze del sistema. Per gli end user i notevoli e numerosi interventi per
la reimpaginazione e riformattazione dovuta alla situazione ibrida. Inoltre
in numerose situazioni gli applicativi gestionali andavano in crash con la
chiamata agli eseguibili open.

Si capisce che il Comune aveva dispiegato OpenOffice conservando numerose
postazioni Office evidentemente cruciali la cui produzione di documenti –
ma che sorpresa – generava problemi di interscambio con il software libero.
Il funzionamento degli applicativi gestionali non era stato testato
preventivamente, né si era verificata la velocità della soluzione
(inadeguatezza del parco macchine, ricordate?).

Test non eseguiti, lentezze non anticipate o prevenute, problemi non
previsti con le applicazioni gestionali interne e non c’è traccia del
documento di valutazione comparativa previsto
<http://www.agid.gov.it/sites/default/files/linee_guida/circolare_agid_63-2013_linee_guida_art_68_del_cad_ver_13_b.pdf>
dalle regole dell’Agenzia per l’Innovazione Digitale. Ma chi l’ha
effettuata, l’installazione di OpenOffice? Tocca ripetere le parole
dell’Ingegnere:

Se un CIO con la sua struttura non sa cogliere le novità e rapportarsi con
esse, penso che non faccia bene il proprio lavoro.

Ora si capisce appieno il disagio che sta vivendo questa persona.

P.S.: Il Ministero della Difesa si è appena accordato con LibreItalia
<http://www.libreitalia.it/accordo-di-collaborazione-tra-associazione-libreitalia-onlus-e-difesa-per-ladozione-del-prodotto-libreoffice-quale-pacchetto-di-produttivita-open-source-per-loffice-automation/>
per l’adozione di LibreOffice <http://www.libreoffice.org> come software di
produttività individuale.
--
A Presto
Flynets