[ Flynets-Lab ] Linux formato business

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Author: Flynets HACKtivist Newsletter
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To: Flynets Lab
Subject: [ Flynets-Lab ] Linux formato business
Se c'è di mezzo l'azienda Linux formato business
<http://www.apogeonline.com/webzine/2015/09/08/linux-formato-business>

di Simone Aliprandi
<http://www.apogeonline.com/webzine/autore/simone-aliprandi>

Forse l’impegno interessato di IBM sul software libero potrebbe favorirne
la diffusione anche fuori dagli ambiti tradizionali.

Cercate su Google *Linux dedicated hardware*. Usciranno record relativi a
server GNU/Linux (che per praticità chiamerò Linux) o a servizi di hosting
su macchine Linux. Nessun link invece per il mondo client o mobile.

Tutti amano Linux (anche Microsoft,
<http://www.computerworld.com/article/2471827/cloud-computing/microsoft-s-new-tune--we-love-linux.html>
incredibilmente) a condizione che rimanga ben circoscritto nell’ambito dei
server e dell’utenza specializzata.

Anche un nome di grande richiamo come IBM ha fatto di recente dell’hardware
dedicato per Linux uno dei cavalli di battaglia della sua nuova campagna
promozionale per i suoi prodotti lato server: si chiama IBM LinuxONE
<http://www-03.ibm.com/systems/z/os/linux/linux-one.html> e lo slogan che
la caratterizza è *Linux senza confini.*

LinuxONE è un portfolio di soluzioni hardware, software e servizi per un
ambiente Linux di livello “enterprise”,

spiega il sito. E c’è anche uno spot surreale
<https://www.youtube.com/watch?v=523cm--toC0&feature=youtu.be> in cui tanti
pinguini, realizzati con grafica digitale stilizzata e minimalista, si
recano al lavoro in un’azienda per poi dirigersi tutti insieme nella sala
server.

Il concetto è molto semplice: il sistema operativo del pinguino, se
supportato da hardware adeguato, non ha praticamente limiti. E il motto che
sul sito ufficiale accompagna lo slogan è ancora più esplicito e richiama
uno dei temi a me più cari e più rivoluzionari per lo sviluppo tecnologico
di questi anni: il tema degli standard aperti.

Linux è ovunque. È la forza motrice di una rivoluzione degli standard
aperti che si sta ora spostando verso le applicazioni cruciali per il
business.

Ma al di là delle dichiarazioni ad effetto (che spesso rischiano di
rimanere solo belle parole), è il concetto di interoperabilità e
compatibilità hardware-software a tornare ancora una volta centrale. Sogno
quel giorno in cui cercando *Linux dedicated hardware* troverò anche un bel
po’ di produttori e fornitori di macchine client pensate (e garantite) per
funzionare con Linux. La tendenza del mercato mi sembra invece andare nella
direzione opposta, cioè quella del trusted computing e della indissolubile
integrazione tra software proprietario e hardware proprietario dedicato
(Apple docet).

Rimango dell’idea che per poter vedere macchine commercializzate con un
sistema operativo Linux-based, è necessario che qualche grande player abbia
voglia di investirci e crederci, come appunto ha fatto IBM nel mondo
server/enterprise. Anni fa avevamo nutrito speranze in Google e nel suo
ChromeOS
<http://www.apogeonline.com/webzine/2012/05/29/chi-ha-incastrato-chromeos>,
ma non mi sembra che ad oggi sia considerata davvero una terza alternativa
tra OS X e Windows.
--
A Presto
Flynets