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Author: Flynets HACKtivist Newsletter
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Subject: [ Flynets-Lab ] Jobs Act, nuove regole per il tecnocontrollo sul lavoro
Jobs Act, nuove regole per il tecnocontrollo sul lavoro

PC, smartphone e tablet aziendali raccolgono per loro natura dati sul
lavoratore, ma le leggi sulla privacy bastano a limitare gli abusi. Diverso
il caso dei software di tecnocontrollo, per cui è necessario l'accordo
sindacale
Roma - Che si tratti di un opportuno allineamento della normativa
all'attualità come sostiene
<http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/Audiovisivi/dettaglio.asp?d=79228>
il governo, o che, come temono
<http://www.corriere.it/economia/15_settembre_04/telecamere-ufficio-potranno-essere-usate-anche-fini-disciplinari-bfac110a-52cb-11e5-b0d2-78763e7a893e.shtml>
i sindacati, presupponga un più stretto controllo sui dipendenti, il
Consiglio dei Ministri ha approvato
<http://www.governo.it/Presidente/Comunicati/dettaglio.asp?d=79227> nella
sessione di oggi il decreto attuativo che modifica l'articolo 4 dello
Statuto dei lavoratori, aggiornando la disciplina del controllo esercitato
dal datore di lavoro.

Come previsto fin dal testo approvato nei mesi scorsi
<http://punto-informatico.it/4253326/PI/News/jobs-act-e-si-sorveglia-lavoratore.aspx>,
ad essere investiti dalla legge sono ora anche gli "strumenti utilizzati
per rendere la prestazione lavorativa" come *PC, tablet, smartphone, prima
esclusi dalla disciplina*: per dotare il lavoratore di questi dispositivi
non è necessario accordo sindacale o autorizzazione ministeriale, anche nel
momento in cui "dagli stessi derivi anche la possibilità di un controllo a
distanza del lavoratore". Tutti i dati rastrellati incidentalmente rispetto
alle attività del lavoratore possono certo costituire un bacino
inesauribile di informazioni sulle abitudini del personale: il normativa
approvata stabilisce i lavoratori vengano adeguatamente informati e che
questi dati possano essere utilizzati nel rispetto dell'impianto generale
<http://punto-informatico.it/4253970/PI/Commenti/jobs-act-tecnocontrollo-realta.aspx>
delle norme sulla privacy, a partire da quelle
<http://punto-informatico.it/1914835/PI/News/vietato-spiare-sistematicamente-dipendenti-online.aspx>
del 2007 in materia di Internet e posta elettronica. Quindi, spiega
<http://www.corrierecomunicazioni.it/it-world/36181_jobs-act-via-ai-controlli-su-smartphone-poletti-privacy-rispettata.htm>
il Ministro del Lavoro Poletti, "non possono essere usati sistematicamente
come strumenti mirati al controllo delle attività e del comportamento dei
lavoratori perché la norma sulla privacy lo vieta".

Diverso il caso in cui questi strumenti di lavoro vengano equipaggiati
con *software
esplicitamente destinato al tecnocontrollo*, ad esempio con soluzioni di
localizzazione: già in passato il Ministro aveva precisato che in questo
caso il dispositivo non è più un semplice strumento di lavoro, ma uno
strumento di controllo del dipendente e come tale vada trattato, e oggi
Poletti ha ribadito
<http://www.repubblica.it/economia/2015/09/04/news/cdm_jobs_act_decreti_fiscali-122197789/?rss>
che "Se si vuole rispettare la privacy su quel tablet devono esserci solo
applicazioni finalizzate al lavoro per il quale è stato consegnato". Per
quanto riguarda gli *strumenti esplicitamente destinati al monitoraggio*,
come le telecamere di sorveglianza, ma anche come i software di
tecnocontrollo installati sui dispositivi di lavoro, è invece necessario
l'accordo sindacale o l'autorizzazione della Direzione Territoriale del
Lavoro o del Ministero, oltre ad informare il dipendente.




*Gaia
Bottàhttp://punto-informatico.it/4268373/PI/News/jobs-act-nuove-regole-tecnocontrollo-sul-lavoro.aspx
<http://punto-informatico.it/4268373/PI/News/jobs-act-nuove-regole-tecnocontrollo-sul-lavoro.aspx>*
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