[Lelocuste] Fwd: Morte e sfruttamento nell'ombelico del cont…

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Author: graziano demarchi
Date:  
To: il gruppo di acquisto più famelico di Firenze
Subject: [Lelocuste] Fwd: Morte e sfruttamento nell'ombelico del continente
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From: roberto tommasi <steptococco@???>
Date: 8-nov-2006 20.16
Subject: Morte e sfruttamento nell'ombelico del continente
To: robertommasi@???

Ciudad Juarez è considerata l'ombelico del continente, data la sua
ubicazione: si trova infatti sulla frontiera tra Messico e Stati Uniti, in
mezzo al deserto, a 12 ore dal mare, proprio al centro del continente. E'
una città allucinante, perversa, atroce, come del resto tutte le città di
frontiera.
Nata nel XIX secolo come un insediamento fronterizo, sulle rive di quello
che un tempo era il rigoglioso e abbondante Rio Tibuex - oggi Rio Bravo/Rio
Grande - nella seconda metà del XX secolo
Ciudad Juarez diviene una città "laboratorio" del sistema capitasta.
Se effettivamente come sostiene il filosofo Immanuel Wallerstein ci troviamo
in una fase terminale del sistema capitalista, è indubbio che la casta
imprenditoriale stia cercando i mezzi per affrontare questa crisi. Bene,
Ciudad Juarez rappresenta un esperimento - per il momento tristemente ben
riuscito - di questo gruppo di capitalisti decadenti alla ricerca della
soluzione che mantenga in piedi il sistema, i loro guadagni, i loro
privilegi.
Durante la seconda guerra mondiale, dopo Pearl Harbour, gli Stati Uniti
iniziano ad investire risorse umane e finanziare nell'educazione militare,
dando inizio a quello che poi diverrà l' Impero militare del XX secolo.
Dovendo impiegare buona parte della popolazione in questa nuova strategia,
gli USA invitano il governo messicano ad inviare braccia per lavorare nei
campi statuniteensi rimasti senza manodopera. E' così che nel settembre del
1942 nasce il fenomeno dei "braceros", milioni di messicani che varcano la
frontiera iniziando un massiccio fenomeno di emigrazione che continua ancora
oggi con numeri da brivido. Nel percorso che La Otra Campaña sta compiendo
negli stati del nord del Messico, abbiamo incontrato praticamente in ogni
stato un'associazione di ex braceros, che rivendicano con fermezza il
riconoscimento del lavoro dei messicani, al punto che se gli Stati Uniti
sono oggi la potenza economica che tutti conosciamo è anche grazie al
sostegno che il popolo messicano ha sempre dato con la sua forza lavoro.
Denunciano le condizioni orribili in cui dovevano lavorare, le pratiche di
fumigazione a cui erano sottoposti perchè non importassero malattie, ma
soprattutto la scomparsa di 159 milioni di pesos messicani che costituiscono
un fondo di risparmio che i due governi, all'insaputa dei braceros, avevano
deciso di creare per delle fututre pensioni. Nessuno dei braceros era al
corrente che un 10 % del già misero salario che ricevevano veniva
accantonato, fino a quando - una trentina di anni fa - si è scoperto questo
fondo ed è cominciata una interminabile campagna perchè questi risparmi,
divenuti nel tempo consistenti, venissero restituiti ai legittimi
proprietari. Ora gli Stati Uniti sostengono che questi soldi sono in
Messico, Fox dice che non ci sono, fatto sta che tranne qualche briciola per
cercare di zittire un movimento che nel corso del tempo è diventato sempre
più numeroso e inkazzato, anche in questo caso l'ingiustizia regna sovrana.
A partire dagli anni '60 molti braceros ritornano in Messico e Ciudad Juarez
diviene, insieme a Tijuana, il centro lavorativo più produttivo del paese