[Lelocuste] Fwd: Messico: una pentola a pressione a punto di…

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Author: graziano demarchi
Date:  
To: il gruppo di acquisto più famelico di Firenze
Subject: [Lelocuste] Fwd: Messico: una pentola a pressione a punto di esplodere
Cari amici,
vi inoltro queste notizie da parte di un mio amico che da 5 mesi si è
trasferito "definitivamente" in Messico (ci era già andato in passato per
lavoro). Dopo di questa ve ne inoltrerò altre e continuerò ad inoltrarvi
quelle che mi invierà, salvo non mi facciate esplicita richiesta di
smetterla.

Leggetele e diffondetele.

Graziano

---------- Forwarded message ----------
From: roberto tommasi <steptococco@???>
Date: 30-ago-2006 20.05
Subject: Messico: una pentola a pressione a punto di esplodere
To: robertommasi@???

Fra due giorni sarà il primo settembre, giorno in cui tradizionalmente il
presidente della repubblica federale messicana farà un discorso alla nazione
sullo stato dell'Unione, e possiamo stare certi che Fox, innalzando la
bandiera della demagogia, dirà che il Messico è finalmente un paese
democratico, sulla strada maestra del progresso, della pace e della
giustizia.
Sicuramente non farà riferimento ai milioni di poveri che non hanno cambiato
la loro situazione durante questi 6 anni di "governo del cambio" (il PAN ha
rimpiazzato nel 2000 il PRI, partito di stato per più di 70 anni), nè alle
conseguenze che il modello neoliberista sta riversando sulla maggioranza
della popolazione messicana: marginazione, migrazione, miseria. Parlerà di
un paese dove si rispettano i diritti umani e di un governo che ha lavorato
e lavorerà (ormai è purtroppo confermato che il vincitore definitivo delle
elezioni federali dello scorso 2 luglio sarà Felipe Calderòn, candidato del
PAN, il partito di estrema destra, lo stesso di Fox) per il popolo, per la
gente umile, per quelle masse contadine e operaie che costituiscono buona
parte della popolazione messicana.
Questo sarà il suo messaggio. Questo è il paese che tutte le televisioni e
la maggior parte dei giornali descrivono quotidianamente ignorando
consenzientemente la realtà e alterando in maniera subdola e perversa la
verità.
Ma in tutto il paese ci sono focolai di ribellione...ovunque il popolo si
sta organizzando per opporsi a questo progetto di nazione che le elites
stanno disegnando a loro piacimento...
La situazione più calda si sta vivendo nello stato di Oaxaca, dove si vive
in una tensione permanente dovuta alla persecuzione e repressione violenta
che il governo di Ulises Ruiz Ortiz sta compiendo contro il movimento
popolare oaxaqueño che da più di tre mesi ha occupato il Zocalo della città
(la piazza centrale) di Oaxaca, banche, radio, televisioni (Canal 9, la
televisione di Oaxaca, è stata occupata da un movimento di donne, che
l'hanno tenuta per 3 settimane trasmettendo a tutta la popolazione la realtà
della repressione), bloccando strade e organizzando 4 megamarchas che hanno
visto crescere la partecipazione fino a 800.000 persone.
"Nella protesta convergono centinaia di organizzazioni sociali, comunità
indigene, gruppi di cittadini ed organizzazioni politiche con un obiettivo
centrale: le dimissioni dei poteri nello stato. La sezione 22 del Sindacato
Nazionale dei Lavoratori dell'Educazione (SNTE) è stata, all'inizio, la
colonna portante che ha strutturato il movimento. Ma ora, nonostante la sua
enorme importanza numerica e la sua capacità di convocazione e di
mobilitazione, è solo un'isola in più nell'arcipelago contro Ulises Ruiz."
Una protesta di un sindacato di maestri è diventata, per la spontanea e
generalizzata indignazione del popolo oaxaqueño, un movimento popolare
strutturato che ora, oltre alla destituzione dell'illegittimo (in quanto
eletto con la frode, come sempre accade in Messico) Ulises Ruiz, sta
mettendo le basi per un nuovo Governo Popolare e la creazione di una nuova
costituzione.
Buona parte dello scontento del popolo di Oaxaca nasce a partire della frode
realizzata nel 2004, anno in cui Ulises Ruiz cominciò a governare in modo
autoritario e elitista, continuando una politica di svendita delle risorse e
del patrimonio statale al capitale straniero e marginando i settori più
poveri della popolazione che ancora una volta non vedevano soddisfatte
nemmeno le loro necessità di base.
In maggio il magisterio di Oaxaca inizia la lotta richiedendo certe misure
urgenti, soprattutto a livello salariale e in opposizione alla riforma della
scuola secondaria, una riforma che distrugge l'identità culturale messicana
per americanizzare definitivamente il sistema educativo nazionale. Dopo
quasi un mese di presenza quotidiana nel Zocalo, inizia la peggior
repressione di cui si abbia memoria negli ultimi decenni. Distruzione del
planton, attacchi della polizia e dell'esercito, e poi nei mesi seguenti -
dopo la nascita dell' APPO, l'Asemblea Popular del Pueblo de Oaxaca -
assassini mirati ai leader del movimento, sgomberi forzati delle
istallazioni occupate, minacce di morte, spesso con l'ausilio di gruppi
paramilitari fortemente armati, in una strategia di controinsurrezione
urbana come se il movimento fosse realemte un gruppo guerrigliero o un
gruppo terrorista.
E come ormai in tutto il mondo si sa, non è un caso isolato. I fatti
avvenuti a San Salvador Atenco (municipio autonomo vicino a Città del
Messico) il 3 e 4 maggio, quando la popolazione del paese, oltre i membri di
diverse organizzazioni, collettivi e individui aderenti all'Altra Campagna
promossa dall'EZLN l'anno scorso, hanno subito una brutale repressione che
ha lasciato decine di feriti, due morti e diverse persone arrestate
arbitrariamente, costituiscono un altro esempio lampante dell'attenzione del
governo messicano per il rispetto delle libertà individuali e collettive e
dei diritti umani. L'abuso di potere della polizia anche in questo caso è
stato veramente eccessivo, inaccettabile. Numerosissime sono le denuncie di
torture, minacce, abusi di ogni genere; più di 30 donne sono state
violentate dai poliziotti; ai prigionieri è stato negato ogni diritto, dalle
visite all'attenzione medica. E naturalmente non parliamo di processi.
Ieri abbiamo incontrato qui a San Cristobal due prigionieri politici
zapatisti che sono appena stati liberati, dopo 7 anni di carcere, senza
nessun processo. Facevano parte de "La Voz del Amate" (El Amate è il carcere
dov'erano prigionieri), un movimento aderente a La Otra Campaña che da 4
mesi sta facendo un planton (sit-in con vivendo fuori sotto le intemperie)
all'interno del carcere, nonostante le minacce di rinchiuderli in camere
buie o di peggiorare ulteriormente la loro posizione. Ci hanno raccontato di
tutto, di torture, di scioperi della fame persino di 26 giorni, di una volta
in cui si sono cuciti la bocca (per 8 giorni) per protesta e per impedire
che gli dessero da mangiare (anche in quel caso erano in sciopero della
fame); del direttore del carcere che mensilmente riceve 70.000 pesos di
mazzette e corruzione varia; della difficoltà di vivere 7 anni in carcere da
innocente, semplicemente per avere delle idee di giustizia e libertà, per
essere inconforme allo statu quo, a questo sistema che sa solo seminare
guerra, violenza e repressione. Nonostante tutto ciò hanno una forza
incredibile, e continuano nella lotta; così come i prigionieri politici in
Atenco e in tutto il paese; così come il popolo di Oaxaca. E si potrebbero
aggiungere esempi su esempi.
La situazione è calda, anzi bollente. Arde persino sulla sponda
istituzionale, dove Andrès Manuel Lopez Obrador, il candidato del PRD, il
partito di centro sinistra che supuestamente è vittima di un'altra frode
elettorale (cosa che dovrebbe definitivamente chiarire l'inutilità e
l'invalidità di questo sistema politico), ha chiamato i suoi seguaci alla
rivoluzione e alla resistenza civile portando in piazza centinaia di
migliaia di persone e dichiarando che dal 16 settembre ci saranno due
presidenti in Messico: il presidente illegittimo e un presidente di governo
in resistenza.
E in questa situazione continua l'organizzazione dal basso e a sinistra del
popolo che ha aderito alla Sesta dichiarazione della Selva Lacandona e alla
Otra Campaña zapatista, il cui obiettivo è appunto quello di costruire un
movimento unito che sviluppi una nuova forma di fare politica, partecipativa
e incluyente, con lo scopo ultimo di far crollare questo sistema, perverso,
ingiusto e repressore.
Cosa succederà nei prossimi mesi??




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Graziano