[antiG8]Operazione Treni della Morte ovvero La vendetta del …

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Author: filpol@inventati.org
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Subject: [antiG8]Operazione Treni della Morte ovvero La vendetta del feroce Saladino
http://italy.indymedia.org/news/2004/03/499363.php



Al Qaeda, Magdi Allam ed altre storie
by Freebooter Saturday March 13, 2004 at 04:22 PM
    mail:freebooter@???


        Operazione Treni della Morte ovvero La vendetta del feroce Saladino


La responsabilità degli attentati di Madrid viene attribuita a due
organizzazioni, l’ETA ed al Qaeda. Per il governo spagnolo colpevole è
l’ETA, soluzione per esso più conveniente per motivi di politica interna
(le elezioni), mentre gli “alleati” e per gli “esperti” attribuiscono la
colpa alla mitica “rete” di Osama bin Laden. Oltre ai vantaggi che ne
possano trarre i singoli attori, ripeto che in questo vi è anche la
tecnica con la quale si fa in modo che di due menzogne l’opinione pubblica
ne beva almeno una. Comunque, e lo stiamo già constatando, il risultato è
sempre lo stesso: creare un clima di paura e di intimidazione per
innalzare il ilvello della cd “guerra al terrorismo”, che altro non è che
la guerra al dissenso, uno dei trucchi più vecchi della storia per creare
uno stato totalitario.

Mentre l’ipotesi ETA ha praticamente perso ogni credibilità, si continua a
sproloquiare su al Qaeda, ma che cosa è questa effettivamente? Viene detto
dai cd “esperti”, naturalmente al di fuori da ogni contesto storico, che è
stata creata da Osama bin Laden in Afghanistan. Ma la vera storia della
“rete al Qaeda” è assai diversa da quella che viene raccontata.

I muhiadin che durante gli anni ’80 affluivano in Afghanistan mancavano
del necessario addestramento e dei rifornimenti per la loro campagna. Per
rimediare a ciò, Osama bin Laden ed il Dr. Sheikh Azzam istituirono a
Peshawar la Masadat Al-Ansar come base centrale, campo d’addestramento e
magazzino per servire gli arabi che arrivavano per combattere. Questa è
stata al Qaeda (la base) per le migliaia che affluivano per combattere la
jihad. Il Dr. Saad al-Fagih è stato uno dei tanti sauditi che passarono
per la base di Peshawar, ed ha spiegato nell’autunno del 2001 in
un’intervista all’americana PBS come al Qaeda divenne tale e come non si
intendesse mai riferirsi ad essa come all’organizzazione terrorista di
Osama bin Laden.

“Bene, rido proprio quando sento l’FBI parlare di al Qaeda come
dell’organizzazione di bin Laden… E’ una storia veramente molto semplice.
Se bin Laden deve ricevere arabi dall’Arabia Saudita e dal Kuwait – o da
altre regioni – deve riceverli in una guest house a Peshawar. Essi
partivano per il campo di battaglia e tornavano indietro, senza
documentazione… Non vi era alcuna documentazione su chi era arrivato. Su
chi era partito. Quanto restavano. Vi è soltanto una carina generica
accoglienza. E andate lì. E raggiungete il campo di battaglia… Ora, era
imbarazzato dal fatto che molte famiglie lo chiamavano e gli chiedevano
cosa fosse successo al loro figliolo. Non lo sapeva. Perché non c’è
nessuna nota. Non c’è nessuna documentazione. Ora ha chiesto ad alcuni dei
suoi colleghi di cominciare a documentare I movimenti di tutti gli arabi
che vengono sotto il suo ombrello… E’ registrato che sono arrivati in
questa data e sono rimasti in questa casa… Molti di loro erano venuti
soltanto per due settimane, tre settimane e poi sono scomparsi. Quella
registrazione, quella documentazione veniva chiamata la nota di al Qaeda.
Dunque questa era al Qaeda. Non c’è nulla di sinistro su al Qaeda. Non è
come un’organizzazione… Non penso usasse alcun nome per il suo gruppo
clandestino. Se volete dargli un nome, potete chiamarlo ‘gruppo bin
Laden’. Ma se stanno usando il termine al Qaeda… Al Qaeda è solamente una
registrazione per la gente che arrivava a Peshawar e da lì si spostava
avanti e indietro dalla guest house. E ritornava al suo paese”.

Bin Laden trascorse gli anni della guerra in Afghanistan principalmente in
Pakistan ed il suo lavoro era soprattutto di raccoglitore di fondi e di
organizzatore, andasse molte volte in Afghanistan con il suo mentore
Sheikh Azzam, noto come l’’Emiro della Jihad’, che teneva discorsi
appassionati per sollevare il morale dei guerrieri muhiadin. In
Afghanistan vennero utilizzate anche le risorse di bin Laden come
fornitore ed egli portò in diverse occasioni attrezzatura pesante per
aiutare a fortificare le roccaforti dei muhiadin e rimettere in sesto le
vie di rifornimento. E’ ancora irrisolto il dibattito sul fatto che bin
Laden o Azzam fossero mai stati coinvolti in qualche reale combattimento,
ma entrambe sono stati mitizzati come forti e coraggiosi guerrieri.



++++++++++++++++++

Altro personaggio interessante della vicenda è Abdel Bari Atwan, direttore
del quotidiano arabo Al-Quds di Londra. Strano come molti personaggi
ruotino intorno a Londra, qualcuno potrebbe pensare che sia una centrale
dell’estremismo islamico. Comunque, questo giornale pare essere una
componente fondamentale della preparazione della propaganda per l’11/9.

Potenzialmente, la prima “smoking gun” contro bin Laden (a carico del
quale attualmente non esiste alcuna prova) è stata presentata il giorno
dopo l’11/9/2001, quando Vernon Loeb e Dan Eggen del Washington Post
riferirono che Atwan “aveva ricevuto l’informazione che bin Laden stesse
preparando attacchi veramente grandi agli interessi americani” appena tre
settimane prima dell’11/9. Inoltre, l’articolo riportava che Atwan “era
convinto che i fondamentalisti islamici allineati a bin Laden erano ‘quasi
certamente’ dietro gli attentati”. Per inciso, Atwan aveva intervistato
personalmente bin Laden in Afghanistan nel 1996, uno dei pochi a farlo.
Come riferito da Michael Evans nell’edizione del 24/8/1998 del Times, “bin
Laden si fidava” di Atwan.
E’ curioso, forse, che Atwan pareva essere una delle maggiori “punte”
utilizzate nell’elaborare la “leggenda” di Osama bin Laden, come dicono
nel gergo dell’intelligence. In un articolo di U.S. News del 31 agosto
1998, Atwan ci informa che bin Laden “è un umile uomo che vive in
semplicità, mangiando uova fritte, formaggio senza grassi insipido e pane
arenoso. Egli odia l’America”. Nessun fuoco di paglia per questo
intervistatore. A qunto pare, bin Laden teneva in tasca il biglietto da
visita di Atwan. “Bin Laden ha telefonato al giornale, mi ha telefonato
venerdì scorso”, rivelò Atwan in una trascrizione di Date Line della ABC
News del 25/9/1998.

Mentre implicava saldamente bin Laden il giorno successivo all’11/9, Atwan
era anche la “presenza” dei media nel 1998 quando ci informò, dopo che
Clinton aveva bombardato delle baracche per attrezzi in Afghanistan, che
bin Laden aveva emesso la sua minaccia contro gli USA: “La battaglia non è
ancora iniziata. La risposta sarà con l’azione e non con le parole”. Nello
stesso articolo, la ABC News è la fonte di una addizionale minaccia
pronunciata da Ayman al-Zawahiri, il cd vice di bin Laden: “La guerra è
appena iniziata. Gli americani dovrebbero aspettarsi la risposta”.
Solamente pochi mesi prima di questo, la ABC aveva condotto la sua
intervista televisiva a bin Laden. Per l’estate del 1998, informata da
Atwan, la ABC News, ed una sorprendentemente ristretta cerchia di fonti
banali, siamo giunti a conoscere bin Laden come l’ultimo “Saddam”,
“Gheddafi” o “Noriega” dell’America, scegliete voi e stabilite dove
piazzare le bombe.

E’ ad Atwan ed al suo giornale Al-Quds che è arrivata la rivendicazione
del Abu Hafs Al-Misri degli attentati di Madrid, ma anche di altri
compiuti in precedenza da altri gruppi, come Ansar al-Islam, facenti parte
della mitica “Al Qaeda Network”. Possibile che non si possa mai
rintracciare il mittente di quelle e-mail? No, non è possibile.
Secondo i resoconti, tutti quegli attacchi furono compiuti da
organizzazioni (o cellule di queste organizzazioni) che operano abbastanza
indipendentemente, con un certo grado di autonomia, secondo alcuni al
Qaeda è puramente “un marchio”. Questa indipendenza è proprio nella natura
di una operazione di intelligence coperta. La "risorsa di intelligence"
non è in contatto diretto con i suoi segreti sponsor. Non è
necessariamente a conoscenza del ruolo che gioca per conto dei suoi
sponsor dei servizi segreti.
La questione fondamentale è: chi c'è dietro di loro? Attraverso quali
canali vengono finanziate? Qual'è la sottostante rete di collegamenti?
Per esempio, nel caso dell'attentato di Bali del 2002, la presunta
organizzazione terrorista Jemaah Islamiah aveva collegamenti con
l'intelligence militare indonesiano (BIN), che a sua volta ha collegamenti
con la CIA ed i servizi segreti australiani. Per esempio, l’ Ansar
al-Islam, che operava nel nord dell’Iraq controllato dagli americani, non
può essere altro che il frutto di un’altra operazione coperta di
intelligence.
Pare proprio che questi islamici siano degli imbecilli: bombardano i
popoli più contrari alla guerra americana, come è successo a Bali con gli
australiani, o compiono attentati che distolgono il pubblico dalle
proteste contro Bush-Blair e la guerra, come è successo per gli attentati
in Turchia, oppure massacrano musulmani: fanno cioè di tutto per rendersi
antipatici e nuocere alla loro causa. Ed è noto che la stragrande
maggioranza degli spagnoli sia contro la guerra. Se leggiamo poi il
comunicato delle “Brigate Abu Hafs Al-Misri” (la vendetta del feroce
Saladino!) abbiamo una conferma di quest’ultima affermazione.
Pare poi superfluo ripetere, ed è ampiamente documentato, che il
fondamentalismo ed il “terrorismo islamico” sono stati creati (almeno
nella forma che oggi conosciamo) e vengono tuttora sostenuti dal governo
USA in diverse parti del mondo, Kashmir, Kosovo, Cecenia, Macedonia ecc.
direttamente o attraverso dei proxies. L’estremismo islamico è uno
strumento della politica estera degli Stati Uniti..
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Le leggende vanno anche mantenute in vita, soprattutto quando ci sono
operazioni in corso. E’ a questo punto che nella spazzatura che viene
chiamata mass media, per quadrare il cerchio, si trovano i cd “esperti di
terrorismo”. Per il mondo anglosassone abbiamo così Rohan Gunaratna,
l'autore di "Inside Al Qaeda", mentre in Italia ci troviamo Magdi Allam.
Fanno entrambe parte di una razza di personaggi tutti elevati, non si
capisce come, al rango di “esperti” di terrorismo globale dopo
l’11/9/2001.
Quello che li accomuna sono manipolazioni politiche e “rivelazioni”
sensazionalistiche delle quali regolarmente non forniscono mai riferimenti
o prove, ma che hanno tutte l’effetto di creare il nemico, volere
provocare il cd “scontro di civilizzazioni” tra l’occidente e l’Islam e
giustificare la campagna per la limitazione dei diritti civili in nome
della “guerra al terrorismo”.
Magdi Allam, come anche il suo collega Rohan Gunaratna ed altri, rientrano
nella categoria tipica di agenti dell’intelligence che operano sotto
copertura con il compito di spargere disinformazione, odio e paura, e
dunque devono essere presi per quello che in effetti sono: dei criminali,
né più né meno responsabili dei manovali del terrorismo.
Adesso poi che la favola di al Qaeda è stata obiettivamente troppo
gonfiata, per non stancare lo spettatore alcuni parlano di “gruppi che
fanno parte di al Qaeda o che fanno ad essa riferimento”, la cd “Bin Laden
associati”, ed appaiono nuove sigle, che magari si riferiscono ad alcuni
dei mitici “vice” di bin Laden. I mitici esperti ora insinuano anche
collegamenti con il movimento antagonista., segnale che hanno ricevuto
l’ordine di alzare il livello della cd “guerra al terrorismo”.
Siamo passati ad una nuova fase. Il messaggio che ora viene trasmesso è:
“La guerra globale apre il suo fronte in Europa con il massacro di
Madrid”. L’obiettivo è sempre lo stesso: fare la guerra al dissenso, a
coloro che protestano e che vogliono cambiare democraticamente il sistema
ed in questo caso, a mio avviso, anche cercare di non perdere pezzi della
“coalizione” pro USA.
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Anche l’” Operazione Treni della Morte” possiede dunque tutte le
caratteristiche di una false flag operation o, se preferite, di una strage
di Stato, termine a noi più familiare.
La soluzione per vincere il terrorismo, quello vero, di Stato, e bloccare
la deriva totalitaria e la guerra? La criminalizzazione dello Stato, la
delegittimazione dei criminali di guerra attraverso l’esposizione, a tutti
i livelli, dei loro legami con il “terrorismo islamico” e la copertura
attuata con la disinformazione, smascherando le menzogne dietro alla
“guerra al terrorismo”, che non è altro che l’avventura militare imperiali
USA, seguiti dai loro ascari, e guerra alla libertà. Oggi più che mai è
importante e decisivo urlare, cominciando dalla “madre di tutte le
covert-ops”, il 911 negli USA, il celebre “IO SO” degli anni ’70.


V. anche:

- La guerra americana per il dominio globale, di Michel Chossudovsky
- The Propaganda Preparation for 9/11, di Chaim Kupferberg
- Bali Bombing, di Freebooter
- Chi vuole la guerra civile in Iraq?, di Freebooter
- Al Qaeda è il maggiore alleato del governo USA, di Rizvan Anwar