[Forumcesena] NESSUNO SA QUELLO CHE POTRA' SUCCEDERE

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Author: Giancarlo
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Subject: [Forumcesena] NESSUNO SA QUELLO CHE POTRA' SUCCEDERE
Ogm. Rifkin: nessuno sa quello che potra' succedere

Gli Ogm in agricoltura arricchiscono le multinazionali, ma nessuno sa
che cosa potra' succedere all'uomo e all'ambiente in seguito alla loro
introduzione. Non a caso negli Usa e nel mondo le compagnie si
rifiutano di assicurare le aziende che producono e commerciano sementi
geneticamente modificate. L'allarme e' stato lanciato dall'economista
americano Jeremy Rifkin al convegno sugli Ogm organizzato da Forza
Italia al lingotto di Torino. La manipolazione genetica, ha spiegato
Rifkin, e' cosa molto diversa da tutte le precedenti forme di dominio
dell'uomo sulla natura. In questo caso infatti "il risultato non si
ferma al cambiamento genetico, ma va oltre, in direzioni difficili da
prevedere, legate alle nuove interazioni che nasceranno fra i geni
modificati e le proteine". I geni infatti, sottolinea l'esperto, "non
sono tutto", come dimostrano il fatto che "l'uomo abbia soltanto il
doppio dei geni di una banana", o quello che "un topo e un uomo abbiano
in comune il 99% del corredo genetico". In un lungo
intervento-conferenza, Rifkin ha smontato diverse affermazioni
sostenute dai fautori dell'agricoltura ogm, a cominciare dal fatto che
si tratti di un tipo di coltivazione in grado di aiutare la lotta alla
fame nel mondo. "Oggi il 21% delle coltivazioni prodotte nel mondo in
via di sviluppo - ha detto - e' destinato al consumo animale. Molti di
questi paesi arrivano a utilizzare per gli animali che forniranno carne
ai paesi ricchi un terzo dei loro cereali. Il problema non e' coltivare
piu' cereali, ma destinarli a un uso diverso". E cio' sarebbe reso
facilmente possibile, ha sottolineato, "se il mondo ricco consumasse
meno carne, prendendo ad esempio la dieta mediterranea". Rifkin ha
anche sottolineato come la questione del geneticamente modificato stia
creando "una frattura sempre piu' profonda fra Stati Uniti ed Europa".
L'amministrazione USA, ha osservato, non capisce che "in un mondo di
forze globalizzanti controllato sempre piu' da colossi aziendali e da
regimi burocratici, l'ultima traccia che gli europei sentono ancora di
poter controllare e' la scelta del cibo".