[Dna-dev] [tx0@autistici.org: Rapido sunto di hackmeeting]

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Author: Vittorio Bertola
Date:  
Subject: [Dna-dev] [tx0@autistici.org: Rapido sunto di hackmeeting]
On Wed, 25 Jun 2003 19:02:27 +0200, you wrote:

>vb ha detto che ci son almeno 20 milioni di SLD .com registrati...=20


se vi interessa:
http://www.icann.org/financials/preliminary-budget-15mar03.htm#Appendix2

>Inoltre, in un sistema in cui la discriminazione tra buoni e cattivi=20
>avvenga solo a maggioranza, e in cui anche gli update si basino su =

questo=20
>principio, sarebbe possibile eseguire, usando server M, parecchi =

"takeover"=20
>di domini correttamente registrati, facendo in questo modo collassare =

DNA.

Dunque io vedo questo problema molto ingegneristicamente: innanzi
tutto, possiamo fare a meno di un sistema di "voto" da parte della
rete? Direi di no, perche' ci sono parecchi casi in cui e' necessario
prendere decisioni "politiche".=20

Questo sistema di voto puo' essere automatico (come nel caso in cui si
scelga la risposta preferita dalla maggioranza)? Non lo so, tu sembri
dire di no e forse hai ragione, perche' alcuni dei problemi che esponi
sono reali, anche se una volta che la rete diventi distribuita sono
minori. Io se mai vedo di piu' il problema collegato al fatto che nel
mondo reale (non nel mondo degli hacker, per il quale andrebbe
benissimo) i server non sono in mano agli utenti della rete, ma ai
provider, quindi dare 1 voto =3D 1 server potrebbe essere tutt'altro che
favorevole agli utenti finali.=20

Le alternative non sono pero' molte; all'ideale "1 testa =3D 1 voto"
stanno lavorando in tantissimi per tantissimi progetti, ma ancora non
si e' trovato un modo per verificare facilmente e con certezza
l'identita' (nel senso: il fatto che siano persone uniche, distinte e
in carne e ossa, non necessariamente nome e cognome) degli utenti
della rete.

C'e' l'alternativa "club": chi vuole partecipare alla rete si registra
in qualche modo che permetta di verificare la sua identita'; di li' in
poi riceve la sua chiave (magari anonimizzata) e puo' esprimere un
voto quando serve.

In parallelo, c'e' l'idea della delega, che a me continua a piacere:
il gestore del server, oppure l'utente se vogliamo creare un modello
di gestione basato sugli utenti finali, puo' stabilire che lui prende
per buone le decisioni prese (e firmate con la corrispondente chiave)
da una persona / un organismo. In altre parole, io mi fido di ICANN?
Configuro il mio server perche' applichi le policy e le decisioni che
si propagano sulla rete con la firma di ICANN. Mi fido di piu' di
Pinco Pallo? Allora applico le sue decisioni. Eventualmente con
deleghe multiple (in ordine di priorita' per risolvere eventuali
conflitti). Questo e' un meccanismo semi-democratico, nel senso che
non e' basato su un puro calcolo di voti (che, nel caso in cui non si
sia certi dell'unicita' dei votanti, lascia spazio ad attacchi basati
su una grande disponibilita' di mezzi) ma permette di non delegare
completamente ad una singola autorita' centrale le decisioni, visto
che le deleghe sarebbero modificabili in qualsiasi momento e che sono
libero di farmi una nuova autorita' e convincere in giro la gente a
seguirla.
--=20
vb.                  [Vittorio Bertola - vb [at] bertola.eu.org]<---
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