[Conricerca_futuroanteriore] Manifesto del campeggio naziona…

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Author: Francesco Festa
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Subject: [Conricerca_futuroanteriore] Manifesto del campeggio nazionale contro il ponte di
car* compagn*,
questa è la sintesi delle giornate di lotta e dibattito svoltesi nel
campeggio in provincia di messina contro l'abominevole progetto del ponte
sullo stretto.
durante gli incontri della rete del sud ribelle si è fatto cenno della
discussione nazionale sviluppatasi intorno a progetti di
inchiesta/conricerca, che potrebbero conivolgere anche il mezzogiorno con i
suoi soggetti residuali, portatori di antagonismi latenti, e i suoi notevoli
bacini diffusi di lavoro nero e disoccupazione, distesi lungo territori
storicamente disomogenei e scomposti fra di loro; ma, nonostante ciò,
attraversati da comuni denominatori (disoccupazione, lavoro nero,
precarietà, ecc.), i quali potrebbero essere il bandolo della matassa per
possibili sperimentazioni di conricerca dislocate nelle varie realtà
meridionali. gli spunti in quella sede sono stati lanciati. staremo a
vedere.
inoltre vorrei avere notizie riguardo l'ipotesi che è circolata nella lista
di un possibile incontro a genova per proseguire il dibattito iniziato a
roma. per quanto riguarda napoli siamo interessati ma vorremmo sapere dove e
quando.
saluti
f.


MANIFESTO DEL CAMPEGGIO NAZIONALE CONTRO IL PONTE
>
>MESSINA 1 - 7 LUGLIO
>
>Questo appuntamento nazionale, indetto dal Messina Social Forum e che ha
>visto una significativa partecipazione delle realtà meridionali ed una

certa
>disattenzione di quelle nazionali, ha voluto essere un
>contributo volto a promuovere la tematica della Lotta contro il Ponte e le
>Grandi Opere e per la tutela e la valorizzazione dell'Ambiente e dei
>Territori. Il miraggio Ponte non riguarda solo le città e le regioni
>direttamente interessate al progetto; per la sua portata e per la
>centralità nel legittimare l'ulteriore strappo nella politica liberista

del
>governo, assume una dimensione nazionale che non può essere
>ignorata, pena l' irrilevanza di ogni pratica critica ed antagonista.
>
>L'accelerazione liberista nei processi di mercificazione e
>l'imposizione in tutti gli ambiti della priorità del profitto sta
>comportando un sacrificio crescente del territorio e dell'ambiente , dei
>diritti , dei bisogni e delle speranze delle popolazioni.
>
>La minaccia del Ponte è stata ed è presente nei programmi politici sia del
>centro- sinistra che del centro -destra. Nella versione berlusconiana
>assume le caratteristiche di un modello di sviluppo speculativo che lega

la
>realizzazione delle grandi opere alla svendita del patrimonio

naturalistico,
>culturale ed artistico, alla microspeculazione diffusa, portatrice di
>cinismo sociale e di consenso consociativo.
>
>In contrasto con le enunciazioni liberiste sulla centralità del mercato,

il
>denaro pubblico, sottratto penalizzando assistenza e servizi pubblici,

serve
>a realizzare Grandi Opere( Ponte, Autostrade, Centrali.) che vengono poi
>regalate attraverso la privatizzazione a
>Gruppi e Società collaterali al ceto politico, il cui contributo

essenziale
>è di incassare i profitti. Si ribadisce così il
>tradizionale passaggio Spesa Pubblica - Profitto Privato.
>
>
>Su questo piano è evidente la convergenza d'interesse dei potentati
>finanziari, economici, politici e mafiosi, il cui intreccio ormai non
>fa più né reato, né scandalo.
>
>Del Ponte si parla da tempo, tanto da indurre molti ad abbassare la

guardia,
>ma forse stavolta una qualche mostruosità è in arrivo. Se la

realizzazione
>finale del Ponte è incerta sia sotto il profilo tecnico
>(si pensi solo alle incognite determinate dal rischio sismico), che della
>economicità, i pericoli che si avvicinano a grandi passi riguardano la
>razzia di fondi pubblici( circa 7 Miliardi di euro) e la devastazione del
>territorio con l'avvio della cantierizzazione.
>
>
>Le ragioni del Ponte se affrontate in dettaglio
>si sfaldano l'una dopo l'altra:
>
>· In una realtà affamata di reddito le prospettive di occupazione
> locale offerte dal Ponte sono di lavoro a termine e a bassa
> specializzazione, inoltre grazie al subappalto a cascata il lavoro
> sarà fondamentalmente in nero e gestito dal capolarato mafioso,
> quindi senza tutela contrattuale e antinfortunistica, i morti si
> conteranno alla fine.
>
>· Quale Infrastruttura che dovrebbe svolgere una funzione di volano per
> lo sviluppo economico il Ponte è un'opera morta che mortifica le
> potenzialità di crescita locale. E' infatti anacronistica rispetto al
> suo compito dichiarato di via di comunicazione, di fronte alla
> accertata caduta tendenziale dei transiti e allo sviluppo in atto
> della intermodalità nei collegamenti. Per la città di Messina sarebbe
> ulteriore fonte di marginalizzazione rispetto al flusso turistico, in
> quanto con il sorvolo si troverebbe del tutto bay-passata.
> Comporterebbe inoltre un esodo forzato delle parti di popolazione
> residenti sul sito e in generale un drammatico ed invadente processo
> di militarizzazione del territorio per l'evidente carattere di
> obiettivo strategico di una simile opera. Infine, essendo il Ponte
> sostanzialmente una infrastruttura fittizia, in quanto è
> essenzialmente una operazione finanziaria speculativa, il suo
> destino, ultimato o non, sarebbe quello di affiancarsi, svettando,
> alle altre cattedrali nel desertificato nostro territorio.
>
>Le assemblee interne al campeggio e le conferenze-dibattito sul

territorio,
>hanno voluto dar voce e potenziare, con un vitale collegamento alle

realtà
>sociali e di movimento, quel lavoro critico già avviato da tempo in ambiti
>di studio e di mobilitazione più ristretti, ma soprattutto hanno voluto
>centrare l'attenzione e la forza creativa dei soggetti interessati sulla
>necessità di elaborare una visione complessiva alternativa e proposte
>concrete volte a valorizzare i territori e a conseguire una crescita della
>qualità della vità.
>
>L'insularità della Sicilia non è un limite che va superato, ma è

patrimonio
>storico e culturale irrinunciabile. Piuttosto è da superare l'isolamento
>derivante dalla marginalizzazione del territorio meridionale e
>siculo-calabro in particolare.
>
>La modernizzazione della rete ferrovia, stradale, marittima e
>aereoportuale, secondo criteri di ecocompatibilità e di reale

commisurazione
>ai bisogni, può promuovere i nostri territori e sdradicarci dal fondo

della
>penisola solo se risulterà accessibile a tutti e non foriera di ulteriori
>devastazioni.
>
>Il collegamento agile, veloce e di tipo "urbano" tra le due sponde dello
>stretto è un'esigenza di unione sempre presente nelle popolazioni locali,

al
>di là delle riva-lità tradizionali, che nulla hanno da spartire con il
>Mostro - Ponte.
>
>E' evidente che altre sono le priorità, che servono investimenti sottratti
>al malaffare per servizi essenziali quali Acqua, Istruzione e Ricerca
>pubblica, Sanità.
>
>E' evidente che è scandaloso il mancato utilizzo della principale

ricchezza
>del meridione, quel giacimento inesauribile di Energia Solare (e di altre
>fonti di energia rinnovabili), che per le forze politiche non esiste se

non
>può essere 'centralizzato' e mercificato tramite bollette, mentre potrebbe
>essere immediatamente fruibile in modo disseminato e autogestito.
>
>E' evidente che la cosiddetta vocazione turistica del meridione può e deve
>essere perseguita solo dentro le coordinate di un'ecocompatibilità

accertata
>e dibattuta e di una valorizzazione dei territori, della cultura, dei

saperi
>e delle competenze delle popolazioni locali, in condizioni di libera
>interrelazione sociale, quindi anni- luce lontani dall'attuale stato di
>assoggettamento e ricatto.
>
>Per questo è indispensabile una tenace pratica di collegamento e
>coordinamento, non solo tra le strutture di lotta contro le grandi opere,

ma
>anche tra tutti i soggetti, attivi nei territori meridionali e non, per
>individuare modi e tempi di una mobilitazione comune e per fare cogliere
>alle organizzazioni nazionali la centralità di questa tematica in termini
>non espropianti nei confronti del protagonismo locale.
>
>Il campeggio quindi propone:
>
>   1..la ricerca per l'autunno di un Momento di confronto unitario, da
>      cui possa venire l'indicazione di una Mobilitazione nazionale di
>      lotta.
>   2..il lancio di una campagna per l'acquisto di un terreno che
>      ripercorra l'esperienza positiva della 'Verde Vigna ' di Comiso.
>   3..di avviare una vertenza con le autorità locali per l'assegnazione
>      di uno spazio nella zona di Faro-Ganzirri, finalizzata alla
>      continuità dell'intervento e per promuovere la partecipazione
>      popolare.
>   4..l'inserimento all'interno del programma del Forum Sociale Europeo
>      di Firenze di un Forum autogestito delle realtà di lotta sul tema
>      delle Grandi Opere.

>
>Il Campeggio decide di riconvocarsi per il prossimo anno per un ulteriore
>appuntamento di lotta a carattere nazionale.
>
>
>
>Messina Social Forum
>Rete del Sud Ribelle
>Coordinamento Calabrese contro il Ponte
>



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